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«Una Commissione di Indagine sul caso Serinper? Uno spreco di denaro pubblico»

Stefano Benedetti risponde alla minoranza: «Ecco quali sono i motivi che ci hanno spinto ad astenerci dalla votazione e per i quali respingeremo la proposta»

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MASSA – “Leggo con grande stupore le perplessità di alcuni consiglieri di minoranza circa la posizione di astensione espressa da Forza Italia in seno alla Commissione Affari Istituzionali sulla richiesta di costituzione di una Commissione di Indagine per la vicenda Serinper. Premesso che non sono personalmente interessato dall’indagine, perché il mio personale coinvolgimento, riguarda un altro filone dell’inchiesta e più precisamente quello riguardante l’invio di curriculum per le assunzioni di personale e non l’inchiesta sulla gestione delle strutture per minori, mi sento obbligato a rispondere a coloro che oggi hanno polemizzato sugli organi di informazione, accusandomi di non essere stato coerente e quindi di aver cambiato idea”. Inizia così l’intervento di Stefano Benedetti (Fi), presidente del consiglio comunale di Massa, in risposta ai consiglieri Gabriele Carioli, Stefano Alberti, Alessandro Volpi, Giovanni Giusti, Dina Dell’Ertole, Luana Mencarelli, Paolo Menchini, Ulian Berti, Agostino Incoronato, Elena Mosti che nei giorni scorsi hanno ribadito “l’esigenza politica di costituire una commissione d’indagine sul caso, soprattutto perché per garantire chiarezza e trasparenza a tutti i cittadini”.

“A questi signori – prosegue Benedetti – rispondo che è vero, infatti all’epoca avevo dichiarato di essere a favore dell’indagine di una commissione consiliare, sempre che vi fossero stati i presupposti validi per un lavoro serio e al di sopra delle parti e questi oggi sono mancati e mancando, ovviamente, la mia e la nostra posizione è cambiata. In Commissione ci siamo astenuti, ma in Consiglio Comunale, se l’ambiguità e la non troppa trasparenza della minoranza sarà riconfermata, dirò e forse diremo no a questa proposta e ne spiego le motivazioni. Intanto, credo che una decisione del genere, per mantenere l’indagine al di sopra delle parti, evitando qualsiasi strumentalizzazione politica, debba essere concordata con tutti i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, con tanto di Presidente votato all’unanimità dal consiglio, altrimenti ad un anno e mezzo dalle elezioni amministrative, diventerebbe inevitabilmente uno strumento di propaganda elettorale contro l’attuale amministrazione e questo, a mio avviso, è quello che vogliono i consiglieri di minoranza, d’altronde cosa ci sarebbe di più appetibile di qualche notizia giornalistica ad effetto in procinto delle elezioni? Ebbene, Forza Italia, che è e rimane parte integrante di questa Amministrazione Comunale di centro destra, è fermamente contraria a rendersi complice di Alberti e company sull’utilizzo di uno strumento, si previsto dal Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale, assolutamente costoso per i cittadini. E allora mi chiedo: se non tutti i gruppi sono d’accordo, se Sindaco e Giunta esprimono parere contrario, se il Presidente non ha le caratteristiche necessarie per garantire equità e imparzialità, si rischia di non ottenere quei risultati sperati e magari aver speso tanti soldi in gettoni di presenza che rappresenterebbero non solo un costo per i cittadini, ma soprattutto uno spreco di denaro pubblico che potrebbe essere attenzionato dalla Corte dei Conti Regionale, la quale non esiterebbe a far pagare tutti i Consiglieri Comunali e non solo gli ideatori dell’iniziativa come Alberti e company?”

“Pensate – spiega il presidente del consiglio comunale – che ogni riunione costerebbe circa 400 euro e in totale, considerata la mole di lavoro e l’articolazione del settore sociale, l’indagine potrebbe durare circa sei mesi per un minimo di quattro riunioni al mese e quindi un totale di circa 10.000,00 euro, ma questo è un minimo, perché tra lettura di atti amministrativi, testimonianze e ascolto di dirigenti, funzionari e dipendenti del settore, oltre, naturalmente, incontri di commissione per fare il punto della situazione, i mesi potrebbe  aumentare vistosamente e di ciò ne abbiamo già avuto prova in passato. Basterebbe andarsi a rivedere le risultanze delle Commissioni di Indagini sulla Massa Servizi o sullo scandalo dei cimiteri, tra l’altro richieste da me, per rendersi conto che non sono servite a nulla, assolutamente a nulla e che le indagini di riferimento vere e proprie sono state quelle della Corte dei Conti e della Procura, in compenso, però, i cittadini hanno pagato tutti i costi del lavoro svolto. Nel nostro caso, l’indagine amministrativa è stata garantita dal Sindaco con la decisione di affidarla a tecnici specializzati e la Procura della Repubblica, nonché il Tribunale faranno il resto sulla parte penale della vicenda”.

“Questi sono i motivi – chiude Benedetti – che ci hanno spinto ad astenerci sulla votazione di ieri e questi saranno i motivi che molto probabilmente mi porteranno e spero, ci porteranno, a respingere la proposta diventata ormai inaccettabile perché come ho spiegato sopra, ha perso completamente di credibilità e comunque ripeto, essendo parte integrante di una maggioranza che non ritiene la proposta accettabile, le regole democratiche ci impongono l’allineamento con la stessa”.

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