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Piscina a Marina di Carrara, Fratelli d’Italia: «L’amministrazione ha fatto un buco nell’acqua»

CARRARA – «Un Comune che ha pretesa di definirsi turistico deve offrire strutture e ricettività quanto meno decorose e non indecenti come avviene a Carrara. Tutte le giunte che si sono avvicendate negli ultimi mandati di certo non hanno contribuito in tal senso, nonostante le bandiere blu, tanto sbeffeggiate dai 5 stelle quando erano all’opposizione ed ora pienamente riabilitate dato che sono al governo della città. Ma sappiamo che la coerenza non è di casa negli ambienti grillini, nè a livello locale nè nazionale». A parlare è Lorenzo Baruzzo, di Fratelli d’Italia Carrara.

«Prendiamo ad esempio la gestione della piscina estiva di Marina di Carrara. Sono stati eseguiti alcuni lavori di miglioria nella parte esterna, certo, ma la zona spogliatoi e l’area adibita a spazio ricreativo versa tutt’ora nel degrado più totale. I lavori esterni sono terminati con grande ritardo, la piscina è stata infatti aperta al pubblico il 21 luglio, praticamente a metà estate. – continua Baruzzo – Ma quello che più ci sconcerta è l’applicazione delle cosiddette norme anti contagio Covid. Le norme imposte infatti non hanno nulla a che vedere con una giusta attenzione e prevenzione di comportamenti che potrebbero favorire focolai epidemiologici. Infatti: che senso ha obbligare tutti i fruitori ad entrare solo a determinati orari? Che senso ha stare in vasca massimo 1 ora quando poi nelle ore di punta si accalcano anche 7/8 nuotatori per vasca? Che senso ha svuotare la terrazza di sdraio e ombrelloni quando a pochi metri ci sono stabilimenti balneari che sono regolarmente dotati di tali strutture? Che senso ha non aprire il chiosco situato all’interno che fungeva da servizio di ristorazione e bar? Chi desidera prendersi una bibita, un gelato o un caffè è così obbligato a recarsi in uno degli stabilimenti balneari. Che senso hanno tutti questi comportamenti che manco si vedrebbero nella Corea comunista ? Tra l’altro non sono più rilasciati gli abbonamenti mensili o a 10 ingressi che erano decisamente convenienti. Ogni volta ci si deve mettere in fila, pagando ingresso singolo, che è pure aumentato, creando così assembramenti che sarebbero stati facilmente evitabili».

«Le risposte che ci siamo sentiti dire a questi interrogativi è sempre la stessa “per il covid non possiamo”. Riteniamo tutto ciò sia frutto di una mentalità dirigista e burocrate priva di qualsiasi coerenza di norme. La prevenzione ai contagi è giusto farla, ma usando il buon senso. Questa situazione grottesca penalizza sia gli ordinari fruitori delle vasche, sia i bambini dei corsi che non possono fare entrare i loro genitori all’interno, creando quindi capannelli e assembramenti all’ingresso stile uscita scolastica, sia i (pochi ormai) turisti che decidono di passare del tempo in piscina come alternativa ad un mare sempre più sporco e meno godibile, alla faccia della “transizione ecologica” dei pentastellati. Nelle piscine limitrofe private, è tutt’altra storia: libertà di orario di ingresso, di permanenza nella struttura, presenza di sdraio e ombrelloni, servizi ristoro ecc. Chiediamo anche all’amministrzione comunale se si hanno notizie della piscina di Carrara centro, cosa intende fare per l’autunno? Viene da concludere con una triste considerazione: come per lo stadio, per il campo scuola, per il campo della Portuale anche per la piscina l’amministrazione pentasellata ha fatto un buco nell’acqua».