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Rifondazione: «L’amministrazione distrugge le Apuane e la qualità della vita dei paesi montani»

MASSA – Il nuovo Piano dei bacini estrattivi del Comune di Massa continua a far discutere. Il documento, già adottato dal consiglio comunale, ha attratto diverse critiche da varie componenti, sia politiche che civiche. Questa volta è Rifondazione Comunista Massa ad attaccare le decisioni dell’amministrazione massese: «Ci è obbligo avvisare la cittadinanza che la propaganda fatta di mezze verità da parte dell’amministrazione continua. – scrive Rifondazione – È tutto nero su bianco, sugli atti emessi, e su quelli non emessi, a dimostrare questo. Mentre nei Piani attuativi di Bacino adottati quasi un mese fa dal consiglio comunale si indica la necessità di predisporre” un sistema di lavaggio delle ruote e dei pianali dei mezzi in uscita, con idoneo sistema di raccolta e trattamento delle acque di lavaggio, come definito nelle Schede norma delle singole cave”, contemporaneamente aziende che presentano progetti per la realizzazione di questi impianti vengono praticamente ignorate.E a pagarne il prezzo più alto sono gli abitanti dei paesi di montagna».

«Abbiamo avuto notizia che il giorno 9 giugno 2021 è stato presentato da un’azienda un progetto per la realizzazione di un impianto di lavaggio gomme presso il bacino di escavazione della Rocchetta. Ad oggi non abbiamo notizia di alcuna realizzazione, tanto che gli abitanti del Fornello stanno segnalando il passaggio continuo di mezzi pesanti che lasciano sulla strada notevoli quantità di polvere di marmo che il vento della stagione secca porta nella case. Possiamo immaginare cosa succederà se i Pabe verranno approvati visto che nel bacino di Rocchetta verranno autorizzati 655’000 metri cubi di escavazione, cioè oltre 1637000 tonnellate di montagna, e quindi il passaggio di un camion ogni 10 minuti, per 200 giorni all’anno, per 10 anni. Un inferno di polvere, inquinamento da anidride carbonica, polveri sottili derivate dal consumo dei freni e degli pneumatici. – continua Rifondazione – Ancora una volta la sbandierata attenzione all’ambiente da parte dell’assessore Balloni e dell’intera giunta si manifesta come una bufala, una mera propaganda che nasconde in realtà un aggravamento della qualità della vita di cittadine e cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori che abitano i borghi montani e che non chiedono altro che vivere tranquillamente facendo crescere i propri figli e nipoti in un ambiente sano».

«Come Rifondazione Comunista vogliamo denunciare come questa amministrazione, – conclude – che dedica molta attenzione ai padroni delle cave e poca alla cittadinanza, stia distruggendo così non solo le Apuane, ma anche la qualità della vita dei paesi di montagna condannati oramai a subire solo i tempi del profitto di pochi e a pagare sulla propria pelle i danni ambientali e sociali provocati da altri».