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Rivieri e Dei attaccano Mallegni: «Non vogliamo stare nella FI che hai creato tu»

MASSA – Dopo l’esclusione dal partito di Forza Italia, annunciata dal coordinatore Mallegni, Roberta Dei, presidente del gruppo misto nel consiglio comunale di Massa, e Mauro Rivieri si espongono pubblicamente, criticando aspramente Mallegni.

«Il coordinatone di Forza Italia “nominato” Mallegni, anziché interessarsi dei problemi della gente e del nostro territorio, dove fra l’altro è stato eletto, prendendo iniziative mirate a creare lavoro e futuro per i giovani, proporre sgravi fiscali per aiutare i commerciati, gli artigiani e gli operatori turistici a superare questo momento di grave crisi, dare risposte, sostegno e appoggio alle famiglie, elaborare progetti sugli asili nido e in difesa delle persone disabili, sta invece impegnando il suo tempo, – scrivono la Dei e Rivieri – fra l’altro ben pagato dai cittadini, a dividere il centrodestra imbastendo campagne contro la Lega e contro FdI, demolendo i valori dell’intera coalizione con le sue strategie da prima repubblica».

«Se FI fosse andata ad un regolare congresso per eleggere il coordinatore toscano, Mallegni sa benissimo che non sarebbe stato eletto perché i dirigenti, delegati, militanti toscani del partito conoscendolo bene non lo avrebbero mai votato in quanto incapace di leadership, incapace di tenere unito il partito. – proseguono Dei e Rivieri – Questa sua incapacità la sta dimostrando tutt’oggi non riuscendo a tenere compatto il nuovo gruppo consigliare, da lui stesso creato, gruppo di persone messo insieme senza un programma e un progetto politico condiviso se non quello di andare contro Persiani e la sua amministrazione. In consiglio comunale ogni elemento di questo gruppo vota a seconda del proprio tornaconto (chi per mantenersi lo stipendio, chi per una particolare predisposizione a fare i propri interessi). Sicuramente Berlusconi non è a conoscenza che, a Massa, Mallegni ha creato un gruppo consigliare di FI che vota con le sinistre e contro Lega e FdI. Non è a conoscenza che in questo gruppo ci sono dei consiglieri che si rivolgono al sindaco di destra Persiani con frasi oltraggiose minacciose e offensive. Berlusconi non sa che Mallegni, senza averne né il potere né tanto meno l’autorità morale, sta minacciando la consigliera Dei di cacciarla dal partito solamente perché in linea con il sindaco di Massa Persiani, Dei che sta reggendo con il suo voto l’attuale amministrazione di centrodestra uscita vincente dalle elezioni».

«Vergognati Mallegni, se ancora conosci il significato del termine e se il presidente Berlusconi fosse a conoscenza di questo tuo modo scellerato di fare politica sicuramente non ti avrebbe nominato. Altro che stima e sintonia come la racconti tu, caro Massimo. – attaccano – Inoltre ci accusi di essere giustizialisti; ora non vorremmo entrare nel merito delle tue passate vicende giudiziarie, ma se per te essere giustizialisti significa garantire giustizia, conoscere i nomi dei politici coinvolti negli scandali della Serinper, sapere chi erano quei politici che impedivano i controlli alla casa di accoglienza per ottenere personali favori ed altro, allora lo siamo. Noi siamo dalla parte dei più fragili che hanno subito angherie, maltrattamenti, botte, fame. Dalla parte di donne, bambini, mamme, famiglie in difficoltà, emigranti. Per queste persone siamo garantisti, affinché venga fatta giustizia. Il garantismo inteso come omertà, protezione e solidarietà ai furfanti e ai delinquenti, ostacolo e impedimento al lavoro della magistratura, questo non è il nostro garantismo caro Massimo. Inoltre non riusciamo ancora a comprendere come mai qualche tempo fa Forza Italia si è interessata zelantemente alle strutture di accoglienza esistenti sul nostro territorio. Tutt’oggi non riusciamo a capire il perché sono stati fatti numerosi attacchi, da parte di dirigenti regionali di FI, contro casa Betania a Carrara; forse queste aggressioni avevano come obiettivo quello di favorire il monopolio di altre case di accoglienza ostacolando pertanto ogni forma di libera concorrenza? Quindi facci capire caro Massimo di cosa tu accusi noi».

«Sei in conflitto sull’argomento Bolkestein, lo sei sul marmo, non ti sei integrato nella maggioranza,  ostacoli l’amministrazione Persiani e minacci la consigliera Dei, quale è il tuo scopo? Quale è il tuo gioco? Non ci riconosciamo in questa FI, che tu hai svilito nei contenuti negli ideali, noi vogliamo restare fedeli a quella FI che è nata come il partito della libertà, della giustizia, della solidarietà, dove c’è il libero confronto, la libertà d’opinione, la dignità della persona. – concludono Rivieri e Dei – Quindi da parte nostra nessun rimpianto di non far parte dei tuoi interessi, anzi ben contenti del contrario e non scomodare quei tuoi amici influenti potenti che tu dici minacciosamente di conoscere nel tuo intervento, pronti ancora oggi a soddisfare i tuoi personali desideri politici, come quello di farci buttar fuori; noi continueremo ad esserci con le scelte che faremo in piena libertà altrettanto  convinti che qualunque cosa o casa sceglieremo sarà sempre migliore di te e della FI che tu hai creato in Toscana.
Ti abbiamo sempre difeso contro chi ti accusava di essere inconsistente, inaffidabile, saponetta, manipolatore, superficiale, e francamente oggi ci chiediamo chi ce lo ha fatto fare. Dovevamo ricordarci i tuoi trascorsi politici e la tua faciloneria, come quando in piena pandemia consigliavi ai tuoi concittadini di buttare via la mascherina e di andare al mare, magari da te? Pertanto non ci meraviglia che consiglieri del tuo gruppo partecipino alle manifestazioni no vax e contro Green Pass, sfilando senza mascherina. Cos’altro? Ancora molto ci sarebbe da dire ma non meriti tanto».