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L’appello di Simone Caffaz ai carraresi: «Adesso costruiamo insieme la città dell’amore»

Il candidato a sindaco del centrodestra: «Ancor più della cattiva amministrazione, è stato l'odio a ridurre Carrara in queste condizioni. Tutti insieme possiamo far rinascere la città»

CARRARA – “Ciò che vi chiedo è di costruire insieme la città dell’amore. Una città in cui si conviva tutti più felicemente e in cui Carrara possa essere rilanciata”. E’ intervenuto con queste parole, in un videomessaggio sul suo profilo Facebook, il candidato a sindaco del centrodestra Simone Caffaz all’indomani dell’annuncio della sua sua nuova avventura in vista delle amministrative. Di seguito riportiamo il suo intervento integrale.

Ciao a tutti,
quelle appena trascorse sono state per me settimane di ascolto e riflessione.
Dieci anni fa interruppi con una libera scelta la mia esperienza pubblica per dedicarmi interamente al lavoro e alla famiglia. Ho sempre pensato che la politica non sia una professione e quando il contesto nazionale e locale cominciò a non piacermi più, decisi di ritirarmi.
Il riflusso nel privato, come si chiamava negli anni ’80, e quindi la lontananza dalla vita pubblica è una comfort zone a cui mi ero abituato e che mi piaceva e, per questo, quando alcuni amici hanno cominciato a ipotizzare una mia candidatura a sindaco di Carrara, prima ho risposto in modo negativo, poi ho cercato qualcun altro che potesse ricoprire tale ruolo al mio posto.
Quando però una sera, tornando a casa, mia moglie mi ha detto che aveva avuto una sensazione di paura a rientrare con mio figlio sul passeggino, ho cominciato a riflettere e più guardavo mio figlio più avvertivo l’esigenza di fare qualcosa.
Non mi potevo più limitare a trasmettergli tutto il mio amore e a lavorare per garantirgli quei beni materiali che gli permettessero di crescere senza bisogni, ma dovevo riprendere a impegnarmi per contribuire a costruire un contesto sociale ed economico migliore in cui potesse crescere e perseguire i suoi sogni e le sue inclinazioni. E questo, sia chiaro, non vale solo per mio figlio, ma per tutti i nostri figli, non vale solo per me ma per tutti. Noi, tutti noi, abbiamo il dovere morale di garantire ai nostri figli di crescere e vivere in una città che offra loro almeno le stesse possibilità che ha offerto a noi, alle nostre madri e ai nostri padri perchè oggi, quelle possibilità, Carrara non le offre più.

Qualcosa la classe politica nelle due ultime generazioni ha sbagliato e forse più di qualcosa. E’ un dato oggettivo che supera ogni steccato politico e ideologico che Carrara sia oggi meno bella, meno ricca, offra meno possibilità, abbia al suo interno più disagio di quanto ne avesse due generazioni fa. E questo nonostante tutto il contesto attorno a noi sia intanto cresciuto. Nei prossimi mesi cercheremo insieme di capire il perché e anche i responsabili ma oggi non è questo l’argomento.
Oggi l’argomento è l’esigenza di mobilitarci, tutti insieme, per invertire questa tendenza, per rimediare agli errori e alle scelte sbagliate del passato recente e di quello meno recente. Questa mobilitazione che chiedo a tutti voi è un atto d’amore, il più grande tra quelli possibili per la comunità in cui abitiamo, e si concretizza nel dedicare una parte del proprio tempo per migliorarla. Sottrarre qualche ora al privato per costruire una città migliore.
Io, da solo, non ce la posso fare, tutti insieme invece possiamo far rinascere Carrara.
Ciò che deve unirci non è un’appartenenza politica precostituita e tantomeno interessi personali o di gruppo, ma l’amore. L’amore verso noi stessi, verso i nostri figli, verso la nostra città.

Questo perché, ancor più della cattiva amministrazione, è stato l’odio a ridurre Carrara in queste condizioni. Un odio spesso pilotato dall’alto, dalla politica. Dapprima un odio ideologico che ha impedito a una parte di concorrere al progresso materiale e morale della comunità. Poi sociale, perché la solita politica, incapace di far progredire la città, ha cercato un capro espiatorio su cui scaricare le responsabilità e questo capro espiatorio lo si è individuato nell’impresa. Infine, siccome l’odio è sempre reversibile, si è trasformato in odio politico e si è rivolto a chi in un determinato momento storico amministrava la città per provocare un cambiamento estraneo alle logiche democratiche che, nella sostanza, c’è stato tra il 2014 e il 2017. Ma essendo sempre l’odio il comun denominatore, come scriveva nel Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “tutto è cambiato affinché tutto sia rimasto come prima”.

Oggi decido di riprendere il mio percorso insieme a voi e ringrazio i partiti, le associazioni, i movimenti e le liste che me l’hanno chiesto. Ringrazio tutti coloro che in queste settimane hanno speso una parola buona nei miei confronti, dai leader nazionali, regionali, provinciali e comunali ai tanti cittadini di destra e di sinistra: l’affetto che ho ricevuto mi ha commosso. Ringrazio pure quelli che hanno fatto distinguo, manifestato perplessità e pure quelli che mi hanno attaccato. Nei prossimi mesi spero di convincerli e far cambiare loro idea.
Ciò che vi chiedo è di costruire insieme la città dell’amore. Una città in cui si conviva tutti più felicemente e in cui Carrara possa essere rilanciata. I programmi non vanno annunciati dieci mesi prima delle elezioni ma vanno scritti assieme ai cittadini. Quello che si può fare dieci mesi prima delle elezioni, è avere una visione del futuro, l’obiettivo finale per poi trovare insieme gli strumenti per perseguirlo.

E allora noi dobbiamo rilanciare Carrara come città d’arte e di cultura, il centro deve diventare un museo a cielo aperto; dobbiamo promuovere il miglioramento di Avenza e Marina come luoghi residenziali, turistici e commerciali; dobbiamo studiare un ambizioso progetto di nuovo arredo urbano del centro, della Marina, delle frazioni e dei paesi a monte, promuovere il ritorno alla collaborazione tra la città e il settore lapideo, anche attraverso un sincero confronto con imprese e associazioni; una riorganizzazione dei servizi sanitari che, dopo decenni di tagli e accorpamenti, rimetta al centro il territorio e le realtà locali; la riforma organizzativa delle società partecipate caratterizzata da una maggiore efficienza e dalla dismissione dei servizi non strategici; una valorizzazione del porto di Marina come scalo marittimo, sia dal punto di vista turistico che commerciale; una grande attenzione alla sicurezza dei cittadini e alla piena vivibilità della città, di giorno e di sera; una maggior sensibilità verso l’ambiente e la salute sia attraverso il forte impulso alla realizzazione delle bonifiche, sia attraverso la valorizzazione delle aree e dei percorsi green.

Insomma, vogliamo una città più bella, più giusta, più paritaria, più meritocratica, più efficiente, più ricca, più verde.
Prima dicevo che solo tutti insieme potremo cambiare la città e questo accadrà il prossimo maggio. Io però ho deciso di inviare questo messaggio non per chiedere il vostro voto o di candidarvi assieme a me ma per ascoltarvi. In questi mesi voglio parlare con ognuno di voi, incontrarvi per strada, prendere un caffè, un aperitivo, cenare insieme. Contattatemi, telefonatemi, scrivetemi sui social-network, fermatemi per strada. Parliamo, parliamo, parliamo.
Io amo Carrara, se la amate anche voi, incontriamoci.