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Cave, Zubbani attacca De Pasquale: «Caro Sindaco, Lei ha sbagliato ancora una volta»

L'ex primo cittadino: «Amministrazione schizofrenica: dalla volontà di allungare le concessioni all’infinito in cambio di pochi spiccioli, all’esproprio proletario con dichiarazioni squinternate in pochi giorni». La replica di Martinelli: «Ecco quanto abbiamo fatto in soli quattro anni di lavoro»

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CARRARA – “Se dopo cinque anni un Sindaco con le valige in mano ancora non ha compreso a che gioco ha giocato per tutto questo tempo, che non ha capito che quando si parla di marmo si parla di imprese, lavoro, investimenti e che in gioco c’è il futuro della comunità che a lui si era affidata, questo deve preoccupare seriamente”. Inizia così l’attacco dell’ex sindaco di Carrara Angelo Zubbani all’attuale primo cittadino Francesco De Pasquale. “Caro sindaco – prosegue – che Le piaccia o no, a Carrara il settore del marmo, nella sua complessità, comprende centinaia di imprese e migliaia di lavoratori che quotidianamente leggono le esternazioni schizofreniche di un’amministrazione e di un sindaco che proprio non ce la fa a capire che amministrare è anche fatica e sofferenza: la fatica di dover scegliere tra quello che si può e il rinunciare a quello che si vorrebbe. Nelle dichiarazioni che sono spesso il contrario dei comportamenti il Sindaco e i suoi fidi grillini non ce la fanno a lasciarsi alle spalle la vuota verbosità residuo dei bei tempi dei Vaffa.  Stando all’opposizione, le cose venivano facili: via i “pluricentenari privilegi” le cave al Popolo, i Beni estimati si cancellavano con un semplice atto di consiglio comunale e, infine, via i “psedudomafiosi” dalle poltrone del potere.  In pochi giorni il Sindaco e l’amministrazione sono passati dalla volontà di allungare le concessioni all’infinito in cambio di pochi spiccioli, all’esproprio proletario con dichiarazioni squinternate che possono generare gravi conseguenze al comune e alle imprese. Ci troviamo davanti alla schizofrenia di chi, dopo anni di Palazzo, vagheggia rivoluzioni incompiute come se in questo tempo avesse vissuto sulla luna e non da sindaco di una città che avrebbe necessità di essere amministrata con una visione di futuro ancorata alla solidità delle montagne e al lavoro in cava e al piano. La cosa peggiore, stando alle cronache, è che non hanno imparato la lezione, anzi, l’hanno proprio sprecata”.

“No caro Sindaco – insiste Zubbani -: Lei ha sbagliato ancora una volta. Confonde i sogni che ha fatto e le promesse che non ha mantenuto, con la realtà che la condanna ogni giorno oltre i Tribunali amministrativi e pare che più si avvicina la fine del mandato più tenti di avvelenare le sorgenti. Carrara è città di fatiche e di lotte storiche ma non ha mai perso il senso della sua identità; quella delle cave è ancora la battaglia più significativa, simbolica anche, ma si fonda sul confronto quotidiano, con una storia propria che va conosciuta e con essa armonizzata.  Finiti i tempi di Nerone e Caligola, oggi, che lo si voglia o no, si amministra con leggi e regolamenti ma anche con un equilibrato dialogo alla luce del sole, cercando di disegnare traiettorie che devono partire con i tempi giusti per puntare verso obiettivi che la nostra Città può raggiungere. E quando dico la Città intendo quella che verrà e che nascerà solo se oggi sappiamo mettere i semi giusti, di ragionevolezza, di volontà, di conoscenza, di rispetto e di tutela degli interessi di tutti, non dimenticando i lavoratori che ne fanno parte, a pieno titolo, con le loro famiglie”.

“Molte cose nel tempo si sono tentate – chiude l’ex sindaco – alcune ancora attendono risposte, le avevano avviate diversi sindaci, tutti più seri di Lei, alcuni più arditi altri più prudenti ma tutti sempre coscienti delle responsabilità che portavano davanti ai cittadini che alla fine comunque li hanno sempre rispettati perché li avevano sempre trattati da Cittadini e non da elettori da sedurre con promesse fondate sul nulla. Per fortuna la primavera è prossima”.

La replica da Palazzo civico arriva dal vicesindaco Matteo Martinelli: “Zubbani, a distanza di anni, non ha perso il vizio di propinare alla città le sue fantasie. Se l’ex primo cittadino, nei suoi 10 anni di mandato avesse chiacchierato di meno e fatto di più, avremmo trovato una regolamentazione del settore “a norma” e al passo con le leggi sovraordinate. Nonostante sia stato anche assessore al Marmo, non è riuscito neppure a portare in Consiglio atti dovuti in base alla normativa regionale. Per  10 anni ha solo promesso, scaricando sui suoi successori l’onere di ottemperare all’aggiornamento di piani e regolamenti” ricorda il vicesindaco spiegando che si tratta di “atti che la città aspettava da tempo immemore. In soli quattro anni di lavoro, con equilibrio e fatica,  e nonostante la pandemia in corso, abbiamo portato in consiglio comunale il nuovo regolamento sulle concessioni delle cave, i piani attuativi dei bacini marmiferi, la ricognizione sugli agri marmiferi comunali”.

Martinelli ricorda che al di là delle opinioni politiche questi strumenti  “introducono maggiori tutele per paesaggio, ambiente e rischio idrogeologico. Tutele migliorabili, certo, ma che prima non c’erano e che abbiamo introdotto noi». Tra queste tutele, insiste l’assessore al Marmo, “abbiamo scritto nero su bianco norme a protezione delle sorgenti, definito aree dove non si possono aprire o riavviare attività estrattive, imposto prescrizioni sul rischio idrogeologico e misure di salvaguardia per le cave a pozzo e ravaneti storici, per consentire di imbrigliare il corso delle acque meteoriche  durante le forti piogge che tanti danni hanno creato alla nostra città  e abbiamo vietato la formazione di nuovi ravaneti. Tutte cose che le sue amministrazioni non si sarebbero sognate nemmeno di ipotizzare”.

Quanto poi alle ricadute economiche dell’attività estrattiva sulla città Martinelli, titolare della delega al Bilancio, rimette in ordine i conti: “Nel 2009, 2010 e 2011, a seguito degli accordi sottoscritti dall’ex sindaco il comune ha incassato mediamente 14,8 milioni di euro a fronte di una produzione media annua di 940.000 tonnellate di blocchi. Nel 2021, solo per i primi 6 mesi, il comune ha richiesto 13,8 milioni di euro, a fronte di una produzione di 424.000 tonnellate di blocchi. Praticamente più del doppio, su base annua”. Il vicesindaco ricorda che a queste si aggiungeranno quelle derivanti dai progetti di interesse generale il cui valore finanziario si stima attorno ai 27 milioni di euro e che i concessionari, fermo restando l’obbligo di lavorare nel distretto almeno il 50% dei materiali da taglio, sono tenuti a presentare per accedere al periodo transitorio.

“Quando siamo arrivati le concessioni venivano rinnovate per 29 anni, in automatico senza che i concessionari dovessero muovere un solo dito. Con i nostri provvedimenti, oltre che stabilire l’effettiva temporaneità delle concessioni, abbiamo stravolto questa filosofia e “pungoliamo” i concessionari affinché facciano di più per la comunità, investendo ancor di più sulla città e facendo evolvere le loro imprese, in termini di tutela ambientale, tecnologia e occupazione. Questi sono i fatti. Al gioco di chi la spara più grossa l’ex sindaco è sicuramente imbattibile. Noi abbiamo ancora troppo da fare e non abbiamo tempo da perdere in sterili polemiche”.

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