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Massa, scontro all’interno di Forza Italia sui Pabe. Guadagnucci: «Siete pasticcioni e improvvisati»

Il documento passa con 17 voti a favore e 11 contrari. Cagetti e Benedetti si astengono, Guadagnucci e Cofrancesco attaccano l'amministrazione. Protesta degli ambientalisti sotto il palazzo comunale

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MASSA – L’approvazione dei nove Piani attuativi dei bacini estrattivi divide la maggioranza a Massa, con Forza Italia spaccata al momento della votazione:  Cagetti e Benedetti si astengono, Guadagnucci e Cofrancesco attaccano l’amministrazione Persiani, mentre Menchini e Dei danno l’ok che fa pendere l’ago della bilancia a favore dell’approvazione. Il documento passa: 17 sì e 11 no. Venendo alla discussione, il primo a esprimere la sua contrarietà è Guadanucci: «Non possiamo approvare uno strumento così formidabile per i privati senza controlli. L’ufficio cave è sottodimensionato, non sono state fatte verifiche. Si poteva rafforzare l’ufficio in questi anni: non è stato fatto. Il nuovo dirigente non ha le informazioni che servono per fare il suo ruolo». E dopo aver tirato qualche “frecciata” sulla mancata trasparenza («Perché sulle sette cave che si è deciso di riattivare, quattro si trovano all’ interno di concessioni che hanno già un privato assegnatario?»), Guadagnucci conclude con parole forti: «Altro che votare contro, ci sarebbe da passare all’opposizione. Siete dei pasticcioni, siete improvvisati. Voi, consiglieri di maggioranza, non sapete come argomentare».

Lo segue Cofrancesco: «E’ una vergogna che in tre anni l’ufficio cave non sia stato potenziato», mentre Cagetti, pur non negando l’esistenza di criticità ma decide di astenersi dal voto. In ogni caso, alla fine, i Pabe sono passati. Il prossimo step saranno quindi le osservazioni e le contro deduzioni. Momento nel quale, si desume, proseguirà il confronto in una maggioranza sempre più divisa.

Durante la seduta, sotto il Palazzo comunale si sono riuniti i rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste tra cui Italia Nostra, Tam Cai e Gruppo d’intervento giuridico (Grig) per protestare contro la riapertura delle sette cave. ma non solo. «L’amministrazione non ha fatto un percorso partecipato di condivisione dei contenuti – affermavano dal Tam Cai al momento dell’annuncio della protesta – blindando la conoscenza dei particolari dei piani, lo fa minacciando i consiglieri comunali per ogni eventuale “fuga di notizie””.

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