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«Recupero oli vegetali esausti di origine domestica: al Comune di Carrara serve un cambio di passo»

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CARRARA – Dall’introduzione del D.Lgs 152/2016, meglio conosciuto come Testo Unico Ambiente, il principio fondamentale che governa la gestione dei rifiuti definisce una gerarchia che vede lo smaltimento degli stessi come ultima opzione, anteponendo, in ordine di preferenza, la prevenzione, la preparazione per riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero di altro tipo (esempio recupero di energia) stabilendo il principio generale di riduzione dei rifiuti da smaltire. In particolare tra i rifiuti da avviare a recupero e riciclaggio riveste una particolare importanza l’olio vegetale esausto di origine domestica.

Sul tema è intervenuto il Consigliere comunale di minoranza del Comune di Carrara Lorenzo Lapucci: “La problematica della gestione dell’olio vegetale esausto di origine domestica è una nota dolente del nostro territorio comunale, solamente una piccola quantità di tale olio viene raccolta e smaltita in modo adeguato. Ciò è dovuto alla  scarsa conoscenza dei cittadini, che faticano a percepirlo come rifiuto smaltendolo nel lavandino di casa e quindi immettendolo nella rete fognaria, ma anche alla responsabilità dell’amministrazione comunale, considerata la mancanza di campagne di informazione e sensibilizzazione  oltre ad un sistema di raccolta deficitario che non consente di raggiungere quantitativi accettabili di raccolta”.

Il consigliere ricorda come l’olio vegetale esausto se smaltito in modo non corretto, oltre ad essere potenzialmente molto dannoso per gli ecosistemi e determinare un importante inquinamento dei fiumi, dei mari e dei bacini idrici comporti pure l’incremento dei costi globali per gli impianti di depurazione delle acque. Basta infatti un kg di olio vegetale esausto ad inquinare una superficie d’acqua di 1.000 m2. Se invece smaltiti nella rete fognaria, come spesso avviene nell’utilizzo domestico, gli oli vegetali esausti pregiudicano il buon funzionamento della rete stessa intasando condutture e depuratori: la depurazione delle acque inquinate da questo rifiuto richiede costi quantificabili in 1,10 € al kg

“Negli ultimi tre anni – prosegue Lapucci – nell’unico punto di raccolta degli oli vegetali esausti, la Ricicleria di via Bernieri, sono stati raccolti circa 7000 kg annui, una quantità irrilevante considerato che sono numeri raggiunti da Comuni con un decimo degli abitanti di Carrara”. E aggiunge: “L’amministrazione deve farsi carico di lanciare un’importante campagna di informazione e sensibilizzazione sulle corrette modalità di gestione degli oli vegetali esausti di origine domestica, evidenziandone i benefici ambientali e la possibilità di ricavarne, attraverso la rigenerazione, oli lubrificanti base rigenerati e biodiesel”.

“L’amministrazione – chiude il consigliere – dovrà potenziare il sistema di raccolta degli oli vegetali esausti di origine domestica incrementando lo sforzo della raccolta differenziata; è evidente come un unico punto di raccolta non sia sufficiente e che occorra prendere in considerazione altre modalità di raccolta che garantiscano un servizio efficace ed efficiente, prima fra tutte un ritiro domiciliare porta a porta su prenotazione. Tale sistema, nei comuni dove è stato introdotto, ha portato un notevole incremento delle quantità raccolte”.

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