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Economia green, la proposta del consigliere Barotti alla giunta Persiani: «un polo che guardi al futuro»

MASSA – Andrea Barotti, consigliere comunale di Arcipelago Massa, si fa promotore presso l’amministrazione massese di un polo formativo nel campo dell’economia circolare: «La nostra città a causa di un’amministrazione apparentemente inconsapevole dei grandi cambiamenti che, nell’arco di un intervallo temporale molto stretto, riguarderanno la società, la formazione, il modello di sviluppo fin qui conosciuto, continua a proporre una politica superata, anacronistica, che si occupa del restyling di alcune piazze come se fossero interventi non rimandabili: un’aiuola del centro città, ad esempio, trascurando le periferie; si mobilita malamente per delle giostre (sono state annunciate le aperture prima ancora che le procedure amministrative venissero ultimate) senza chiarire o superare i dubbi da molti sollevati; si intestardisce per un bagno pubblico (criticato per la sua collocazione da esercenti e forze politiche tra le quali una componente moderata della maggioranza) e non si occupa del futuro, non pensa ad inserire la nostra comunità in quel percorso che altre realtà del paese hanno intrapreso per non restare ai margini dell’Italia, dell’Europa e del mondo che verrà. Credo che la Giunta Persiani sia consapevole dei propri limiti basti considerare il silenzio del sindaco su una questione molto semplice quale è il decoro, la pulizia della città postagli, durante
una seduta consigliare, da un esponente forzista; è difficile pensare che l’attuale amministrazione, percorsa da dissidi interni, con idee vecchie di sviluppo urbano, economico ed assente sul piano delle politiche culturali, del lavoro, della formazione possa traghettare la comunità nel domani che, inevitabilmente, ci attende.»

«Provo sconforto quando confronto, per i temi che il sindaco o gli altri esponenti della sua Giunta affrontano, le pagine della politica locale con gli interventi che si possono “gustare”, ad esempio, nella sezione di economia dei quotidiani nazionali; – prosegue il consigliere di opposizione – quella comparazione fa emergere, in maniera netta, dura come un pugno nello stomaco il distacco abissale che va aumentando tra il nostro comune e quelle città che si stanno preparando all’era green, digitale, all’economia della conoscenza (la conoscenza è una risorsa preziosa che consente, per chi la detiene, un vantaggio competitivo). La transizione ecologica porterà notevoli novità nel mondo del lavoro, nasceranno nuove figure professionali ed altre dovranno tingersi di verde quindi si prospettano grandi opportunità da cogliere (secondo alcune stime in 5 anni i “lavori green” avranno notevolissime percentuali di crescita). Il mondo della formazione, le principali Università italiane, alla luce di una tendenza ormai certa, si stanno organizzando per rendere competitivo il paese ed affrontare la sfida che si svolgerà sul piano della preparazione pre e post laurea; penso alla nascita di un polo nazionale per la ricerca sull’idrogeno (nato dalla partnership tra Università e il politecnico di Torino) o ancora ai corsi per manager dell’innovazione e della sostenibilità. Credo che il nostro territorio potrebbe inserirsi, chiedendo di collaborare, con alcune iniziative ad esempio proprio nel campo dell’energia verificando la disponibilità di alcune grandi realtà industriali ed eccellenze presenti nel nostro Comune (Baker Hughes e Ansaldo Energia) a costruire un centro formativo satellite del polo torinese o, ancora, mettendo a sistema Università di Pisa, Carabinieri Forestali, Arpat, municipalizzate e società private, avviare percorsi formativi per la gestione, il riciclo dei rifiuti; tale settore può coinvolgere vari indirizzi universitari non solo di carattere ambientale basti pensare alla complessa normativa che regola la materia o agli aspetti scientifici, economici legati ai rifiuti.»

«La quotazione recentemente raggiunta sui mercati internazionali dalle materie prime – conclude Barotti – rende evidente quanto sia importante investire sulle competenze legate all’economia circolare perciò sarebbe opportuno, date le prospettive di crescita (ad oggi il comparto assorbe oltre cinquecentomila addetti), elaborare un progetto che faccia diventare Massa un incubatore di quelle specializzazioni di cui avrà bisogno “l’economia del recupero”; un progetto di questo tipo faciliterebbe la nascita di nuove imprese, genererebbe occupazione e farebbe diventare la nostra città un motore, non ingolfato, della Toscana e del paese. Sottoporrò la mia proposta alle Istituzioni pubbliche interessate (Ministeri, Regione, Provincia, Arpat, Carabinieri Forestali, Università di Pisa) per verificarne l’interesse e capire se l’idea lanciata possa essere sviluppata».