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«Per il nuovo Piano regolatore del porto serve un’accelerazione della Regione per semplificare» foto

È il deputato di Italia Viva, Cosimo Ferri, a intervenire nel dibattito sul futuro dello scalo di Marina di Carrara

MARINA DI CARRARA – «Lo sviluppo dell’economia marittima è essenziale per la ripresa del nostro territorio, anche in considerazione di gravi conseguenze socio-economiche causate dalla pandemia da Sars-Cov-2. Occorre velocizzare iter del procedimento di approvazione del Piano regolatore del porto di Marina di Carrara, come giustamente molti hanno già sottolineato e ripetuto». È il deputato di Italia Viva, Cosimo Ferri, a intervenire nel dibattito sul futuro dello scalo apuano, dopo la conferenza di due giorni fa (qui l’articolo)

«Sennonché l’iter procedimentale di adozione di tale importante atto di pianificazione risulta particolarmente complesso e articolato, a causa della stratificazione normativa delineatasi per effetto del combinato disposto della disciplina legislativa di fonte statale (art. 5, comma 2 quater, legge n. 84/1994) e di fonte regionale (art. 44 bis, l.r. Toscana n. 65/2014). In particolare – aggiunge Ferri – la legge regionale prefigura le modalità attraverso le quali il Consiglio regionale approva il piano regolatore portuale, esercitando la relativa competenza prevista dal citato art. 5, comma 2 quater, delineando, tuttavia, un aggravamento del procedimento nella fase decisionale, non in linea con le esigenze di speditezza dell’azione amministrativa, a sua volta corollario del principio di buon andamento, cristallizzato nel dettato costituzionale».

«È, dunque, necessario che il legislatore regionale – chiede il parlamentare – intervenga sul dettato legislativo al fine di realizzare un assetto maggiormente semplificato, che permetta un efficiente esercizio della funzione amministrativa regionale in vista di una rapida approvazione del piano regolatore portuale. Peraltro, l’invocata semplificazione permetterebbe, di conseguenza, un uso maggiormente efficiente delle risorse pubbliche previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e si collocherebbe armonicamente in una linea di coerenza con gli obiettivi di semplificazione della disciplina statale in materia di pianificazione portuale, previsti dallo stesso Piano».