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«Il Comune di Massa spende 145mila euro per una serata di concerto e dimezza l’Estate Ragazzi»

L'intervento dei consiglieri del Pd, Alberti e Carioli: «Incomprensibile, dispendioso e indelicato verso la nostra comunità»

MASSA – «Sembra incredibile ma nel periodo di difficoltà e ristrettezze che abbiamo passato e che, si spera, ci stiamo lasciando alle spalle, l’amministrazione comunale di Massa ha deciso di investire 145mila euro (più le spese “nascoste” come service e polizia municipale) per uno spettacolo una tantum: la Sinfonia n.9 in re minore per soli, coro e orchestra Op.125 del Maggio Musicale Fiorentino, previsto per il prossimo 3 luglio». Inizia così l’intervento dei consiglieri massesi del Pd, Stefano Alberti e Gabriele Carioli, che puntano il dito contro il sindaco Francesco Persiani e il concerto, che vedrà la partecipazione del celeberrimo direttore d’orchestra, Zubin Mehta.

«Partendo dalla premessa dell’Atto di Giunta n.129 del 19-05-2021  – scrivono i due consiglierei – “Il Comune di Massa sostiene e promuove iniziative di intrattenimento della cittadinanza e del pubblico esterno con un’offerta ricreativa che sappia valorizzare tutti i campi della cultura, dell’arte e della musica, in collaborazione anche con l’associazionismo e i soggetti del territorio” l’amministrazione mostra una visione da copia/incolla che non tiene conto della grave crisi aperta dal Covid-19. Il tempo sospeso di questa amministrazione non ha infatti tenuto conto degli effetti della pandemia nell’accentuare le difficoltà economiche di tante famiglie massesi: ne sono una prova i rilevanti numeri di quanti si sono rivolti ai buoni spesa e ai vari contributi statali (es. Reddito di Emergenza, Contributo straordinario affitto Covid-19, eccetera). Moltissime attività stentano a riprendersi, comprese quelle culturali cittadine che hanno espresso come la carenza di risorse comporti un freno alla ripresa».

«Come tutti sappiamo – aggiungono Alberti e Carioli – bambini e ragazzi sono state le fasce più fortemente ‘sacrificate’ in questi lunghi mesi e attività dedicate, quali i Centri Estivi, potevano rappresentare un passaggio significativo per garantire il ritorno alle relazioni sociali, alle attività di socializzazione e gioco, e al recupero di quella dimensione affettiva e sociale della comunità. Le famiglie e i genitori, in molti casi, si sono trovate a dover affrontare difficoltà economiche – con una crisi che ha danneggiato profondamente il tessuto economico del Paese – e sociali per poter sopperire alle necessità che i figli manifestano nel dover affrontare il loro percorso evolutivo, educativo e scolastico. Dati che si possono “leggere” ovunque, in particolare vale la pena citare l’indagine campionaria di Save the Children sull’impatto della pandemia in Italia che rileva come per circa la metà delle famiglie (46,7%) le risorse economiche si sono notevolmente ridotte: durante il lockdown, quasi la metà delle famiglie (44,7%) ha dovuto ridurre le spese alimentari, una su tre (32,7%) ha dovuto rimandare il pagamento delle bollette (37,1% al Sud, e 43,8% nelle Isole) e una su quattro (26,3%) anche quello dell’affitto o del mutuo».

«L’Istat ha inoltre comunicato proprio in questi giorni le stime definitive che indicano un milione di poveri in più nell’anno della pandemia: da 4,6 milioni nel 2019 a oltre 5,6 nel 2020. Le famiglie in povertà sono oltre due milioni, 1,3 milioni di minori in Italia del 2020 (con un incremento di 200.000 unità in un solo anno secondo la garante per l’infanzia Carla Garlatti). Insomma, senza nulla togliere al grande valore del Maggio Musicale Fiorentino, impegnare 145.000 euro per uno spettacolo di una sola serata, in questo particolare momento e a prezzi non propriamente abbordabili (a cui andranno poi quantificati e sommati i “costi accessori” per l’organizzazione dell’evento) è incomprensibile, dispendioso e indelicato verso la nostra comunità. Questa amministrazione ha di nuovo lasciato il segno, noncurante della realtà, dei problemi di cittadini in difficoltà e delle molte realtà locali in ginocchio, privilegiando un evento spot e di importazione ad un recovery plan culturale e sociale della nostra città per la ripresa e il potenziamento delle realtà culturali locali e di servizi “tradizionali” come quello dell’Estate Ragazzi che quest’anno ospita solo 180 bambini a fronte di uno storico di quasi il doppio».