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Padula, Crudeli (Pd): «Forti si attribuisce meriti non suoi». L’assessore: «Al mio arrivo non esisteva un progetto»

La consigliera del Pd: «Si vanta di aver creato un museo in otto mesi. Com'è possibile con una spesa di 200mila euro a fronte di 4 milioni spesi dalle precedenti amministrazioni?». La replica: «Ho trovato soltanto un cantiere da avviare. Adesso l'area è degna di essere chiamata "museo"»

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CARRARA – “È proprio vero che basta aspettare, e il momento opportuno per togliersi qualche sassolino dalla scarpa arriva sempre”.  Lo ha scritto in un post sul suo profilo Facebook la consigliera del Pd Roberta Crudeli, al termine dell’ultima seduta del consiglio comunale di Carrara durante la quale ha presentato un’interrogazione sul tema della Padula. Crudeli attacca il Comune, e in particolare l’assessore alla cultura Federica Forti, per «appropriazione indebita». “Forti si vanta di avere creato un museo – sostiene Crudeli -. Ma come è possibile, con una spesa di 200mila euro a fronte di una di 4 milioni che è stata fatta dalle precedenti amministrazioni?”. La consigliera del Pd ripercorre quindi la storia del parco dal 2007 al 2017: “Le amministrazioni che in quegli anni hanno governato Carrara hanno sentito la necessità di salvare un bene comune dal degrado. L’allora assessore alla cultura Giovanna Bernardini ha creduto nel progetto ed è riuscita ad ottenere contributi regionali ed anche europei. In più è stato acceso un mutuo dal Comune per poter ridare alla città questo bene. L’attuale amministrazione, al suo insediamento a giugno 2017, ha ricevuto la Padula con i collaudi fatti e con tanto di certificazioni. Dopo aver avuto la tentazione di abbandonare il progetto lo ha ripreso e a ottobre 2018, terminando alcuni segmenti dal valore minimo rispetto a quanto già era stato fatto, per una spesa totale di 200mila euro”.

“Chiedo quindi – chiude la consigliera del Pd – per rispetto di chi ha lavorato e per il ripristino della verità, che l’assessore Forti riconosca di aver avuto più fortune che meriti”. E su Facebook scrive: “Solo chi si culla in un pensiero magico o è in cattiva fede può dire: “ho fatto tutto io in otto mesi”. Alla faccia dell’ego!”

A stretto giro di posta arriva la replica dell’assessore, che afferma di «non essersi mai appropriata in modo indebito di meriti e successi altrui». «Chi mi ha preceduto – precisa – ha avuto il grande merito di ottenere un finanziamento, ma non esisteva un progetto vero. Quello che io ho fatto in dieci mesi è stato, appunto, aprire un museo con un’idea e un progetto museale. Ho collaborato con Metamorfosi e con due curatori – spiega ancora Forti – insieme a loro abbiamo convenuto che bisognasse dare centralità al rapporto con Michelangelo. Al piano terra abbiamo creato una sede per mostre temporanee tenendo un livello molto alto, e garantendoci la candidatura e poi l’ottenimento del riconoscimento regionale, anche grazie alla nomina del direttore Marco Ciampolini. Al piano seminterrato abbiamo messo una sala dedicata ad una videointervista di Giuliano Gori, il grande mecenate proprietario della collezione ambientale Fattorie di Celle. In più, nel seminterrato c’è una parte dedicata alla didattica, quindi pensata per i bambini, ed una dedicata al film su Michelangelo”.

“Insomma – chiude Forti – io non ho trovato un museo, ma un cantiere da avviare. Sono partita da un successo altrui che ho sempre riconosciuto: quello di aver ottenuto un finanziamento importante. Da lì ho creato quello che abbiamo oggi. Aggiungo che il parco, quando siamo arrivati, era in uno stato di completo abbandono. Abbiamo  proceduto a sistemare tutte le opere che erano state vandalizzate e a creare un progetto museale che prima non esisteva. Adesso, il Parco della Padula e tutta l’area tutta intorno al Carmi sono degni di chiamarsi “museo”.

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