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«Traforo della Foce: può un’opera concepita nel 1957 essere un trampolino verso la modernità?»

MASSA – “Il Sindaco Persiani spolvera il progetto, riemerso come un reperto archeologico da uno scavo, del traforo della Foce. Dobbiamo domandarci se un’opera concepita nel 1957 sia un trampolino verso la modernità o un salto indietro nella storia e se generi, o meno, un effetto volano/moltiplicatore accertabile e quali conseguenze avrà
sull’ambiente, la qualità della vita dei cittadini (per ciascun progetto è prevista una scheda obiettivo)”. Così in una nota il consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti.

“Il dato che da questa proposta – prosegue – degna di una ricerca storica, emerge è il “rapporto difficile” del Sindaco Persiani con le montagne visto che si dimostra propenso a sforacchiarle; dopo la contestatissima decisione di riaprire delle cave dismesse ora pensa di realizzare il tunnel della oce e dobbiamo sperare che qualcuno non gli sottoponga il traforo della Tambura; progetto di soli 11 anni fa quando al Ministero delle infrastrutture e trasporti c’era Altero Matteoli e il sindaco di Vagli era Mario Puglia. La passione di Persiani per i progetti lasciati nei cassetti dalle precedenti amministrazioni era già emersa con il comparto Stazione, con la proposta della casa della salute nel parco degli ulivi; è positivo interessarsi del passato (ho trovato appassionante il racconto del centro Studi De Gasperi concernente i tentativi di riproposizione del traforo) ma un conto è studiare la storia ad esempio dell’automobilismo ed altro è immaginare di correre un campionato di formula 1 con un’auto, seppur aggiornata, d’epoca. Credo che il collegamento della Lunigiana al mare dovrebbe passare, in prima battuta, sulle rotaie quindi accelerare sulla pontremolese, potenziare la linea ferroviaria di costa e agganciarci al progetto della metropolitana di superficie presentato dalle città di Firenze, Pisa e Livorno; un progetto che ha ottenuto pieno sostegno dal Presidente Giani che, evidentemente, lavorerà per far dirottare sull’opera, presentata da Dario Nardella e dagli altri sindaci coinvolti, i finanziamenti europei in arrivo”.

“La Toscana si sta muovendo – sottolinea il consigliere – per modernizzare il trasporto promuovendo le vie del mare (darsena Europa a Livorno, sviluppo del porto di Marina di Carrara basti pensare al nuovo collegamento tra lo scalo e la rete ferroviaria) e i binari sia per la mobilità delle persone che delle merci pertanto credo che la nostra provincia dovrebbe seguire quella scia; una rotta che ci porterà verso il futuro”.

“Infine – chiude Barotti – suggerirei un maggior impegno, da parte dell’Amministrazione Persiani e di tutte le istituzioni locali, per digitalizzare (secondo esperti di levatura nazionale è questo, non le infrastrutture tradizionali, il campo su cui il Paese deve mettere a frutto la generosità U.E.) il nostro territorio visto che la provincia di Massa Carrara non brilla per connettività e Internet delle cose; si tratta di realizzare quelle “strade informatiche” di cui ha bisogno, per esprimere tutto il potenziale e competere a parità di condizioni, il mondo produttivo organizzato in filiere. Concludendo, apprezzo il Sindaco per il suo interesse verso gli studi storici ma, al contempo, lo invito a costruire il futuro con idee possibilmente originali, innovative e contemporanee”.