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Operazione ‘Accoglienza’, Forza Italia contro Persiani: «Misera caduta di stile»

Dal coordinamento comunale e provinciale l'attacco al sindaco di Massa: «Si è arrampicato sugli specchi con frasi di circostanza che non gli hanno evitato la rovinosa caduta a terra»

MASSA – “Nel tentativo di giustificare la costituzione di parte civile del Comune di Massa nel procedimento penale denominato ‘Accoglienza’, il Sindaco si è arrampicato sugli specchi con frasi di circostanza che non gli hanno evitato la rovinosa caduta a terra”. Intervengono così dai coordinamenti comunali e provinciali di Forza Italia in merito alla costituzione di parte civile del Comune di Massa nei confronti del presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti. Il loro è un chiaro attacco al sindaco Francesco Persiani, «l’unico soggetto – dicono – che ha ritenuto di costituirsi, almeno in questa fase: una chiara entrata a gamba tesa gratuita ed intempestiva. E sempre Persiani, continuano dai due coordinamenti, «ha rivolto tale costituzione anche al proprio Presidente del Consiglio Comunale, incurante della circostanza che né lui né gli altri siano neppure rinviati a giudizio: altro che garantismo, è parsa a tutti una misera caduta di stile ed anche un ingiustificato sostegno preventivo alle tesi accusatorie (infatti, nel primo confronto tra difese e procura su alcune eccezioni avanzate, il Comune di Massa, pur nell’evidenza di anomalie nella gestione di atti nel corso delle indagini preliminari, si è subito schierato dalla parte inquirente…)».

Il sindaco, infine, si sarebbe «costituito anche contro persone indagate che non hanno avuto nessun tipo di relazione o rapporto con il Comune di Massa rispetto ai fatti contestati: inspiegabile al limite della volontà persecutoria. Ed ha, ancor peggio, usato un metro di giudizio diverso nei confronti di altre persone indagate, esentate (come avrebbe dovuto essere per tutti) dalla sua foga di formalizzare la costituzione: comportamento quantomeno strabico (in linea con lo strano doppio pesismo che ha caratterizzato sin qui agli occhi dell’opinione pubblica tutta l’inchiesta)».

“Insomma – chiudono dai coordinamenti – la scelta di costituzione di parte civile si è palesata fuori dalle righe per i tempi, per i modi, per i contenuti e per l’ampio (ma non totale!) spettro delle parti a cui è stata rivolta. Se ci dovesse essere, come auspicabile, qualche sentenza di non luogo a procedere, ci si augura che il Sindaco rimborsi di tasca sua i denari pubblici anticipati dal Comune. Si aggiunga l’infelice conclusione del comunicato della Amministrazione Comunale laddove si afferma che dovranno essere gli imputati a dover dimostrare la loro innocenza; ebbene così argomentando si invertono i canoni del diritto penale, infatti è la pubblica accusa che deve dimostrare la colpevolezza dell’imputato e non l’imputato a dover provare la propria innocenza. In ogni caso, comunque vada, resta e resterà lo squallore umano e politico del gesto».