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Variante Aurelia, Barotti propone l’ “autostrada viaggiante”

MASSA – “Personalmente trovo necessario liberare il centro città dal traffico pesante senza sacrificare altre zone del territorio comunale; in sintesi, è necessaria una risposta al passo con i tempi, con le politiche di ecocompatibilità e sostenibilità promosse in ambito europeo ed accolte dal nostro paese”. Interviene così il consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti sul progetto della variante Aurelia, che nelle scorse settimane ha aperto un confronto tra comitati e tra esigenze contrapposte.

“Ho letto con interesse – continua Barotti – le proposte dei comitati ed ho apprezzato lo sforzo per individuare un’alternativa al tracciato indicato da Anas; i cittadini hanno dato una lezione a quella politica che si limita ad elencare i problemi, che lascia ad altri il compito di affrontare le criticità per poi coltivare la polemica. La costituzione dei comitati è il segnale dell’incapacità di una classe dirigente, di un’Amministrazione di recepire, farsi carico delle istanze del territorio, di trasferire quelle richieste in una azione di governo e mentre la politica arretra, resta in silenzio i cittadini si dimostrano maturi poiché alla protesta uniscono la proposta. Credo che la qualità della vita degli abitanti di Turano, come quella di chi risiede lungo il tracciato della possibile variante o di quanti dimorano nelle vicinanze della rete autostradale (è stato proposto di spostare il traffico pesante sulla tratta di competenza SALT) meriti la massima attenzione e che non vi possano essere quartieri “sacrificabili”.
Data questa premessa sembrerebbe impossibile sciogliere un nodo che è rimasto troppo a lungo stretto (il territorio nel corso del tempo ha subito importanti modifiche urbanistiche, economiche, demografiche) ed invece un’aiuto può arrivarci da consolidate esperienze di altri paesi europeiquali la Svizzera e l’Austria; in parole semplici quella che per noi può apparire una possibilità fantasiosa, stravagante per altri è una solida, efficace, efficiente realtà”.

“L’idea – spiega il consigliere – è quella di realizzare “un’autostrada viaggiante” ossia di far transitare i camion, dal confine di Montignoso fino alla zona industriale, su rotaia; questa ipotesi avrebbe anche il precedente storico del sistema di trasporto che esisteva (forse verrà ripristinato) nell’area produttiva Apuana o che era utilizzato a Carrara, con la marmifera, per far arrivare, dalle cave, i blocchi al porto. I binari, sui quali viaggerebbero le piattaforme con i camion, correrebbero parallelamente alla rete ferroviaria esistente quindi l’opera non interferirebbe con il sistema viario (i sovrappassi sarebbero concomitanti a quelli già presenti); ed ancora, non avremmo emissione di gas inquinanti, di nanopolveri, azzereremmo le microplastiche da consumo di pneumatici, abbatteremmo la rumorosità, limiteremmo al minimo gli espropri. L’infrastruttura necessiterà di due stazioni, del resto anche per deviare il traffico sulla rete autostradale (tralasciando gli oneri a carico delle imprese di trasporto e non solo) si dovrebbe costruire una nuova barriera e conviveremmo con l’inquinamento, così da far salire/scendere gli autoarticolati sui e dai “vagoni”; si dovranno prevedere un’area di attesa come si hanno per il trasferimento dei container su nave o camion perciò gli espropri di aree edificate saranno limitate con indubbi benefici sia economici, sia sociali. L’Europa, con il Recovery plan, investe sulla rotaia per una mobilità sostenibile, per raggiungere gli obbiettivi dell’accordo di Parigi e l’Italia potrà investire importanti risorse in questo ambito perciò dobbiamo giovarci dell’occasione che si profila come ne hanno approfittato Firenze, Pisa e Livorno elaborando un progetto di metropolitana di superficie”.

“La nostra città non ha bisogno di delegati – chiude Barotti -, di valzer di poltrone ma di idee, di una politica propositiva che non perda il treno della vita. Per quanto mi riguarda metto sul tavolo la mia proposta e spero di leggere, in risposta, critiche ma soprattutto idee alternative magari più convincenti, per tutela ambientale, della mia.