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«Ecco com’è ridotta la piscina di Massa. Un disastro che si poteva evitare» foto

L'attacco di Forza Italia alla giunta: «Il settore Sport fa acqua da troppe parti e questa struttura è la punta dell'iceberg. La situazione e le scelte fatte sono non condivise e incomprensibili»

MASSA – «La piscina comunale di Massa era uno dei gioielli del nostro patrimonio cittadino e negli ultimi dieci anni la nostra comunità massese vi ha investito quasi 2 milioni di euro per l’impermeabilizzazione e quanto necessitava per rimetterla a norma e renderla fruibile». Domenico Piedimonte, coordinatore comunale di Forza Italia, interviene per denunciare il degrado della struttura di viale Roma, andando all’attacco – ancora una volta – alla giunta guidata dal sindaco Francesco Persiani. Il presidente del Consiglio comunale, Stefano Benedetti, aveva accompagnato la delegazione azzurra all’accesso ispettivo all’impianto natatorio già nel mese di febbraio 2020.

«La gestione – afferma Piedimonte – non ha trovato pienamente soddisfatto il nostro partito sia dal punto di vista di alcuni servizi erogati all’utenza, sia per la manutenzione ordinaria. Ciò fu rappresentato nell’immediatezza anche al responsabile dell’impianto Rudy Goldin. Lo stesso che oggi, pare abbia lo stesso ruolo nella piscina, nonostante l’ultimo aggiudicatario fosse una società diversa. Ed anche di questo l’assessore Paolo Balloni dovrebbe dare dei chiarimenti. Il 2 aprile 2015, la precedente giunta e i suoi dirigenti hanno affidato al gestore un complesso natatorio perfettamente funzionante. Lo ha fatto con un bando di gara di affidamento dove all’articolo 12 lettera D si faceva obbligo per l’aggiudicatario di “riparazioni e sostituzioni di parti accessorie di tutte le apparecchiature e tubazioni conseguenza dell’uso”».

«Nello stesso bando, all’art.13 era previsto che “l’aggiudicatario dovrà dare immediata comunicazione al Comune di ogni danno riscontrato nel corso della gestione, descrivendone le caratteristiche ed i provvedimenti eventualmente presi per la riparazione”. Quindi, atti alla mano, almeno tramite il dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici, l’amministrazione avrebbe dovuto adempiere al controllo di gestione previsto dall’art. 17 del bando di affidamento anche tramite ispezioni semestrali. Purtroppo, nonostante il cambio di amministrazione, i nostri alleati che governano la città, tramite l’assessore Balloni preferivano seguire altre strade anziché quella più breve e semplice proposta da Forza Italia e cioè chiedere conto a chi ha gestito il complesso natatorio restituendolo alla comunità in condizioni inaccettabili (la piscina esterna inutilizzabile e ammalorata) e a chi, a livello comunale, avrebbe dovuto effettuare i controlli che avrebbero potuto evitare questo disastro».

«Per questo – evidenzia il partito – Forza Italia riteneva un assurda sorpresa che il primo maggio 2019 questa attuale amministrazione facesse una proroga alla società che aveva lasciato andare in malora l’impianto. E ancor più incomprensibile è stato vedere una ulteriore proroga in favore del gestore che con la Determinazione Dirigenziale n.265 del 10 febbraio 2020 vedeva addirittura il Comune di Massa accollarsi le spese delle utenze di Luce e Gas dell’impianto natatorio. Il settore Sport fa acqua da troppe parti. La piscina comunale è la punta dell’iceberg. La situazione e le scelte fatte sono non condivise e incomprensibili. Qualcosa dovrà cambiare. Meglio prima che poi. Gli impianti natatori sono riaperti in tutta Italia per le piscine esterne e dal primo luglio riaprono le piscine coperte. E come è messa adesso la nostra piscina interna non è dato saperlo. Né per quanto riguarda i filtri dell’acqua e né per la eventuale pericolosità della copertura del tetto visibile ad occhio nudo. Oggi, Massa probabilmente non ha più né l’una e né l’altra. È questa la realtà attuale. Anziché annunciare progetti faraonici e futuristici l’assessore Balloni e la giunta intera dovrebbero attivarsi per accertare le responsabilità e far in modo che non siano sempre i cittadini a pagare per i danni causati da altri. Soprattutto quando si potrebbe arrivare a dare facilmente un nome e un cognome a chi probabilmente è stato causa del risultato odierno».