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«Il virus della burocrazia non si ferma. Lo smart working un disastro»

MASSA-CARRARA – «La pandemia ha peggiorato il virus tutto italiano: la burocrazia. Un eccesso di norme, cavilli e codicilli. Un abuso di pratiche che rimandano da un ufficio all’altro. Un sistema che con lo smart working si è trasformato in un girone infernale per cittadini e imprese: lungaggini infinite, sportelli aperti a singhiozzo, computer bloccati e telefoni muti. Ed è così che siamo scivolati all’ultimo posto in Europa per la fiducia nei servizi offerti dalla pubblica amministrazione, come ha rilevato il nostro centro studi nazionale». Una situazione già critica che è peggiorata con l’emergenza sanitaria e a mettere in luce le criticità è il direttore di Confartigianato Massa-Carrara, Gabriele Mascardi.

«Un record negativo sul fronte della burocrazia e della facilità di fare impresa. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ritiene imprescindibile per la crescita la riforma della pubblica amministrazione ma a questa macchina ingolfata non serve una revisione: – continua Mascardi – c’è da cambiare motore per farla correre, eliminare tutti gli ingranaggi difettosi altrimenti non ci risolleveremo dall’ultimo posto in Europa per la fiducia dei cittadini nei servizi della pubblica amministrazione».

Un sentimento negativo su cui, secondo Mascardi, hanno influito senza dubbio le storture dei ristori e degli aiuti stanziati dallo Stato per aziende e cittadini: «Procedure complesse, tempi lunghi, disparità di trattamento con gettito a pioggia che non ha saputo distinguere fra chi aveva davvero bisogno e chi no – prosegue Mascardi -. Basta pensare ai tempi per l’erogazione delle indennità ai lavoratori, costringendo le imprese ad anticipare di tasca propria. Ma siamo convinti che un ruolo chiave lo abbia avuto l’utilizzo eccessivo e scriteriato dello smart-working. Lo abbiamo denunciato sin dai primi mesi, raccogliendo le proteste di tanti associati per i continui e quotidiani disservizi, le inefficienze riscontrate nell’erogazione in smart-working dei servizi da parte. Avevamo evidenziato l’inopportunità della legge che ha sancito la proroga di questa modalità di lavoro per il 60%, dei dipendenti pubblici».

«Sono tantissimi e all’ordine del giorno i disagi segnalati da cittadini e imprenditori – conclude il direttore di Confartigianato -. Uffici deserti che ricevono solo su appuntamento, sportelli aperti a singhiozzo, poche ore a settimana, computer non funzionanti, connessioni che saltano, telefoni che squillano a vuoto. Un’assurdità incompatibile con le necessità ed esigenze quotidiane dei privati cittadini, imprenditori e professionisti. Si continua a promettere di rendere più snella la burocrazia ma la semplificazione è sempre più un miraggio. Nel frattempo godiamoci questo triste primato».