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Variante al regolamento urbanistico, Guadagnucci (Lega): «Nuove opportunità d’intervento»

L'intervento del consigliere leghista che spiega le motivazioni dell'amministrazione massese: «La necessità della riadozione, che ha dilatato i tempi dell'approvazione della Variante 1, ha permesso degli ulteriori adeguamenti»

MASSA – «Nella seduta del consiglio comunale di Massa del 25 febbraio 2021, ho ritenuto di dover fare chiarezza riguardo alla necessità di riadozione della Variante 1 al Regolamento Urbanistico, tanto criticata dai consiglieri di opposizione. L’obiezione della Regione Toscana, che ha “imposto” la riadozione della Variante 1, nasce dall’assunto che secondo l’ente l’atto non era in linea con il dpgr 5/R/2020 e ne ha chiesto il preventivo deposito al Genio Civile». A scrivere è Luca Guadagnucci, consigliere comunale della Lega a Massa.

«Per evitare l’instaurarsi del contraddittorio con la Regione, che avrebbe comportato un dispendio di tempo ed energie ben maggiore rispetto alla riadozione, opportunamente l’amministrazione comunale ha provveduto a seguire l’iter suggerito dalla Regione Toscana, nonostante che, come evidenziato dai tecnici del Comune, non siano state sviluppate nuove indagini, così come non sono state previste nuove volumetrie edificatorie e, conseguentemente, mancasse il presupposto normativo del preventivo deposito, ai fini dell’adozione, presso il Genio Civile. – conitnua Guadagnucci – Evidenziavo che, essendo stato previsto un nuovo passaggio in consiglio comunale per la riadozione, sarebbero state presentate altre osservazioni, alle quali gli uffici tecnici avrebbero contro-dedotto, ovviamente prevedendo, come poi è stato, che sarebbero state ben poche, stante il fatto che la gran parte dei cittadini, che avessero voluto osservare, già avevano provveduto».

«Rispondendo ad altra contestazione proveniente dai banchi della minoranza, la quale sosteneva che con la Variante 1 fossero previste nuove volumetrie, eccepivo che così non era; infatti, cambiata la normativa, quelle volumetrie, che già erano previste dal regolamento urbanistico – ma si trovavano in uno stato di quiescenza, stante l’operatività delle precedenti ntg (norme tecnico geologiche) nelle aree a pericolosità idraulica – tornavano a poter essere sviluppate e ciò senza che vi fosse stata una variazione degli indici di edificabilità, ma solo, come detto, uno “svincolo” degli stessi (ottimo il lavoro svolto sulle ntg dai geologi Niccoli e Piccinini). – aggiunge Guadagnucci – La necessità della riadozione, che ha dilatato i tempi dell’approvazione della Variante 1, ha però permesso degli ulteriori adeguamenti; infatti, le poche osservazioni pervenute (come previsto) hanno permesso agli uffici tecnici un ulteriore adeguamento normativo che permetterà ulteriori interventi edilizi».

«Infine, aspetto più rilevante, si è avuta l’opportunità di poter inserire nelle corrette “zone omogenee” quei tessuti insediativi ove vengono superate certe percentuali di superfici e volumi edificati, ponendo così rimedio ad un’ingiusta discriminazione che vedeva certi edifici (il caso più significativo riguarda le strutture alberghiere) collocati nelle zone omogenee “D”, cioè zone ove non è ammesso l’accesso al “Bonus Facciate”, mentre con l’intervento svolto dagli ottimi Architetti Francesconi e Tonarelli, gli alberghi, che verranno a trovarsi all’interno di zone omogenee con le previste percentuali di volume e superficie edificati, avranno la collocazione nelle zone omogenee di tipo “A” e “B”, con l’opportunità di accedere all’ambito “Bonus Facciate”. – conclude Guadagnucci – Insomma, l’amministrazione comunale ha colto, nel rallentamento dell’iter di approvazione della Variante 1, l’opportunità di inserire nuovi adeguamenti normativi applicando quello che il consigliere Volpi ha denominato “Metodo Guadagnucci”, con l’esplicito apprezzamento del sottoscritto che ritiene alquanto valido cogliere qualsiasi occasione per migliorare disposizioni normative inadeguate».