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Mcc: «Ogni posto in meno in nido costringe una donna a non emanciparsi»

MASSA – «Il silenzio di tutte le forze politiche e sindacali, che si riconoscono nella lotta alle disuguaglianze, sulla chiusura dell’asilo nido dell’ex Mattatoio è una brutta pagina per la lotta alla povertà nella nostra città». Inizia così il comunicato del collettivo Massa Città in Comune che attacca ancora l’amministrazione Persiani.

«La giunta Persiani ha appena presentato le linee guida per il bando degli asili nido e una modifica al piano delle opere per demolire e ricostruire l’asilo nido di via Fiume. Questo progetto causerà la perdita di altri 42 posti nei nidi pubblici che si andranno ad aggiungere ai 40 già persi con la chiusura triennale dell’asilo dell’ex Mattatoio. Alla data odierna Massa ha 182 posti negli asili pubblici escludendo quello dell’ex Mattatoio. – continua Massa Città in Comune – La lotta dei genitori per la primaria di Castagnetola non è scollegata da quella per la scuola di Forno oppure per gli asili di via Turati e via Galvani. Il modello di scuola portato avanti negli ultimi due decenni colpisce le aree più deboli rendendole sempre più marginali attraverso la scomparsa dei servizi pubblici come la chiusura di scuole e asili. Eppure la pandemia ha imposto distanziamento sociale, rendendo necessari più spazi scolastici pubblici con aule meno affollate per garantire la sicurezza».

«Persiani, Zanti e Guidi si assumano la responsabilità di spiegare per quale ragione tengono chiuso l’asilo nido all’ex Mattatoio per il terzo anno scolastico di fila, distruggendo così posti di lavoro e negando il diritto all’asilo a 40 minori. La giunta di destra dovrebbe capire che per molti bambini il pasto all’asilo nido è il solo modo per avere un alimentazione decente. A questo si aggiunga che ci sono moltissime donne che hanno la necessità di avere supporto alla cura dei loro figli per poter continuare a lavorare. I dati del nord Europa ci dicono che laddove ci sono più servizi, come gli asili, il tasso di fecondità è più alto e quello di occupazione femminile supera il 70%. In Italia abbiamo un tasso di fecondità nettamente inferiore che si accompagna a un tasso di occupazione femminile sotto il 50% sceso ai livelli del 2008 a causa della pandemia. – conclude Mcc – Ogni posto in meno in un asilo pubblico è un ulteriore incremento del divario di genere che costringe le donne a restare a casa non emancipandosi attraverso il lavoro e spingendo le coppie nella povertà».