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Lavello, Barotti: «Amministrazione Persiani avanzi proposte, non si limiti ad attendere»

MASSA – «Sul caso rifiuti al Lavello trovo corretto riconoscere, alla parte politica a cui mi oppongo, il buon risultato ottenuto grazie alla vigilanza messa in atto». Scrive il consigliere comunale di Arcipelago Massa Andrea Barotti, che interviene sul caso dei rifiuti al fosso Lavello.

«Il traguardo raggiunto, utile per contrastare comportamenti inaccettabili, a onor del vero non era particolarmente difficile da conseguire; per meglio dire, credo che certe misure di controllo e repressione potevano, data la cronicità del problema, essere attivate sin dall’insediamento della nuova maggioranza. – continua Barotti – In generale, suggerirei alla giunta di evitare toni trionfalistici per attività non particolarmente impegnative e riconducibili all’ordinario salvo che la lotta al degrado non sia per il “governo del cambiamento” un compito da super eroi; sinteticamente, capire, dopo tre anni di amministrazione, quale tratto del canale fosse interessato dal rilascio di rifiuti non mi sembra straordinario. Il controllo del territorio, avvalendosi delle moderne tecnologie, cominciando dalle zone periferiche, dovrebbe essere un impegno costante, diffuso affinché non si radichi quella convinzione di impunità che è causa dell’abbandono dei rifiuti; sul punto, proporrei un maggior coordinamento tra le istituzioni interessate alla tutela ambientale».

«Gli interventi del sindaco Persiani, dell’assessore Balloni, dell’amministratore unico di Asmiu e della Lega costituiscono, a fronte di una meta parzialmente tagliata, un occasione per porre sul tavolo politico il tema della salvaguardia ambientale, dei progetti per il risanamento del territorio. La ex discarica di Codupino, le ragioni che condussero alla immediata chiusura della vecchia ricicleria tornano, così, di stringente attualità. – aggiunge Barotti – È giunto il momento per il sindaco, per l’amministratore unico Fornari di fornire delucidazioni in merito alla gestione del percolato della ex discarica. Invito Persiani e Fornari ad eseguire delle verifiche di ampio respiro e con ciò spero di dimostrare, nuovamente, l’assenza di alcuna nota polemica nel mio incoraggiamento. È necessario, anche in ragione del piano di bonifica della falda in area industriale, accertare che, nel corso degli anni, i liquami della ex discarica siano stati trattati in conformità alla previste prescrizioni e ciò è facilmente acclarabile tramite i formulari di identificazione del rifiuto. Ed ancora, trovo giusto sollecitare, come ha fatto la Lega, un ulteriore sforzo da parte delle amministrazioni ed autorità coinvolte ma prima di richiamare tutti ad un maggior impegno sarebbe bene che la giunta Persiani iniziasse a fare la sua parte ad esempio spiegando le cause della chiusura del vecchio impianto di via Dorsale; non ricordo controlli, promossi dalla giunta del cambiamento, sulla qualità delle acque dilavanti i piazzali che venivano, prima dello stop imposto con ordinanza dirigenziale, immesse in fognatura bianca».

«Una forza politica che attacca il passato, che si domanda perché le precedenti amministrazioni non abbiano mai pensato di fare un’indagine approfondita per il problema della presenza di rifiuti nel Lavello, dovrebbe avere la capacità di affrontare, per essere credibile, questioni come il percolato della ex discarica o la vecchia ricicleria. – chiude Barotti – In ultimo, sarebbe apprezzabile se la destra sovranista non si limitasse ad esigere una soluzione dagli enti preposti (le Autorità di controllo svolgono il loro compito ma la normativa necessita di un adeguamento, di un maggior potere sanzionatorio) ma avanzasse anche una proposta; per quanto mi riguarda ho evidenziato, con una nota di qualche giorno fa, l’opportunità che i fondi europei, il cofinanziamento possono offrire alla nostra città».