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Consulta politiche giovanili, Pd e Psi: «Ci aspettiamo delle scuse»

CARRARA – «Nell’avviso pubblico per la selezione dei componenti della consulta delle politiche giovanili del Comune di Carrara, viene chiesto ai partecipanti di dichiarare “di non essere iscritto a partiti o movimenti politici” e “di non essere iscritto a sindacati”. Come Partito democratico di Carrara intendiamo esprimere il nostro sdegno». Torna sull’argomento consulta delle politiche giovanili, dopo le proteste dei sindacati, il partito democratico di Carrara, con un comunicato ufficiale.

«Questo atto del Comune, oltre ad essere palesemente incostituzionale (art. 49:” tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, quindi l’iscrizione ad uno di essi non può costituire una pregiudiziale negativa), è del tutto contraddittorio col suo fine: si cerca di favorire la partecipazione della cittadinanza escludendone una parte. – prosegue il Pd – Dobbiamo aggiungere, purtroppo, che l’attuale amministrazione non è nuova a questo genere di atti: basti ricordare che uno dei primi provvedimenti fu quello di eliminare i consigli dei cittadini perché “politicizzati”. Vale forse la pena ricordare che i corpi intermedi, tra cui certamente vi sono i partiti ed i sindacati, sono parte essenziale della democrazia».

«Se questa impostazione era inaccettabile già allora, risulta a maggior ragione incomprensibile oggi dato che, a livello nazionale, il M5S ha governato e sta governando con buona parte delle formazioni politiche i cui iscritti la giunta vorrebbe escludere. – concludono i dem – Nella condanna più ferma di quanto accaduto, come Partito democratico di Carrara auspichiamo che possa esserci un ripensamento, a quanto pare già maldestramente in essere, corredato da scuse».

Anche il Partito Socialista di Carrara si unisce al coro delle condanne: «Il Psi dopo che l’amministrazione di De Pasquale e compagni ha reiteratamente sovvertito e violato i valori costituzionali, censura le sconclusionate esternazioni della Forti e stigmatizza i requisiti antidemocratici e discriminanti presenti anche nel Regolamento comunale che sono la conferma della politica a stampo 5 Stelle che si basa sui vuoti contenitori del consenso e della propaganda e tralascia per incompetenza i temi che questi organismi dovrebbero affrontare. Ciò posto non stupisce più di tanto l’inerzia dei grillini che hanno impiegato 12 lunghi mesi per far assomigliare la Consulta più ad una sorta di “ghetto” che ad un tavolo in cui trattare la soluzione ai problemi dei giovani e la risposta alle loro esigenze».

«A conclusione di tutto quanto esposto, possiamo soltanto affermare che la “ Consulta giovani” cosi come è stata pensata dal Movimento 5 Stelle è una delle pagine più buie della politica locale e il Psi rivolge un duro monito
al comportamento  politicamente scorretto dell’assessore Federica Forti che assieme a tutto l’apparato pentastellato hanno sostenuto queste scelte. Al fine di far riappropriare i giovani del loro diritti e delle loro libertà e per ridare  vitalità al processo partecipativo e democratico che la Costituzione italiana prevede e tutela, il Partito Socialista Italiano rivolge un appello al prefetto di Massa-Carrara dr.Claudio Ventrice affinché intervenga sulla questione».