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«Un nuovo centro virologico a Massa-Carrara». Barotti scrive a Giani e al Governo

MASSA – «La tendenza della politica locale ad allontanarsi dai temi strategici per discutere o polemizzare su questioni, per lo scenario attuale, secondarie pare non attenuarsi; i miei ripetuti interventi tesi a promuovere un confronto sul futuro della sanità locale, sul possibile riadattamento del vecchio Ospedale a Casa della salute non hanno avuto effetto». Inizia così il comunicato di Andrea Barotti, consigliere comunale di Arcipelago Massa, in cui annuncia di essersi rivolto ministri Speranza, Giorgetti, Gelmini, Messa e Bianchi per fondare un centro virologico a Massa.

«La mia proposta di creare nell’ex nosocomio un centro virologico, in cui unire ricerca e cura, il mio invito a guardare alle politiche messe in campo da importanti città del nostro paese speravo inducessero ad una riflessione; le risorse europee potrebbero regalare alla nostra comunità una grande opportunità proiettandola su un terreno fondamentale per la difesa sanitaria e per l’industria farmaceutica, da qui la necessità di rivedere certe soluzioni. – aggiunge Barotti – Ho cercato di sollecitare sia la destra sovranista, facendo riferimento al progetto avanzato da Letizia Moratti in Lombardia, che il centrosinistra evidenziando la collaborazione nata tra Firenze e Siena per creare, nella nostra regione, un polo della ricerca, della produzione di vaccini e medicinali ma non sono riuscito a solleticare l’interesse delle forze politiche, evidentemente, altri argomenti, più importanti, impegnavano e continuano ad occupare, come evidenziano articoli di stampa e atti in Consiglio, il dibattito cittadino. Il silenzio della politica, locale e sovralocale, mi ha spinto a scrivere una lettera al presidente Giani  ed ai ministri della Salute, degli Affari Regionali, dell’Istruzione, dello Sviluppo Economico e della Università e Ricerca».

«Ho esposto a Giani, ai vertici dei dicasteri la possibilità, utilizzando i finanziamenti U.E. in un modo diverso da quello prospettato dall’azienda sanitaria, di far nascere nell’attuale “ospedale Covid” un centro virologico che possa, come l’Opa, diventare un’eccellenza per la Toscana ed il paese; – spiega Barotti – una clinica che potrebbe collaborare con le vicine università o con il Cnr (l’Ospedale del cuore è un eccellente esempio). In sintesi, ho palesato, nella nota, la possibilità che il monoblocco, evitando l’abbandono dell’attuale destinazione, continui a far fronte all’emergenza covid, alle sue possibili varianti nonché l’inserimento della struttura in un piano regionale e nazionale per il contrasto e la prevenzione dei virus. Ed ancora, ho evidenziato come l’istituzione di un centro di ricerca renderebbe attrattivo il territorio di Massa-Carrara per il settore farmaceutico (ambito strategico in cui il Paese, come espresso da autorevoli esperti e politici, deve investire); nella missiva ho dato conto che la zona industriale apuana da tempo, ben prima dell’attuale crisi, attende di tornare a correre così da offrire una prospettiva di lavoro ai giovani».

«Pensando al futuro delle nuove generazioni ed al ruolo che la formazione ha per costruire un orizzonte di crescita ho attribuito particolare rilevanza, considerata l’ottima preparazione fornita agli allievi, all’Istituto Chimico di Carrara. Il Galilei, come scritto nella missiva, costituirebbe un tassello importante di un quadro composito per dar vita ad un progetto che unisca salute, ricerca, scuola e rilancio economico (industria farmaceutica). Confido che le mie considerazioni vengano esaminate affinché sia vagliata ogni possibile ipotesi di investimento dei finanziamenti europei. – conclude Barotti – Ho riscontrato, ad oggi, su altri argomenti, da parte delle Istituzioni nazionali e non (penso al Parlamento Europeo, al Ministero per i beni culturali, al Ministero dell’Interno) un’attenzione che mi fa ben sperare; attenzione che, purtroppo, non rilevo sul piano locale e regionale».