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Consulta politiche giovanili, polemiche sul bando del Comune di Carrara. Forti: «Correggeremo l’errore»

La prima versione del documento sembrava escludere dalla partecipazione gli aspiranti commissari iscritti a partiti o organizzazioni sindacali. Il Movimento Giovanile della Sinistra: «Sollevati dal dietrofront del Comune»

CARRARA – C’è un errore nel bando del Comune di Carrara per la formazione della consulta comunale delle politiche giovanile. Una mal traduzione delle intenzioni dell’amministrazione comunale, nel momento della stesura del documento, che ha mandato su tutte le furie i sindacati. Nella prima versione del bando, che a breve verrà modificato e ripubblicato con le dovute correzioni, si leggeva che tra i requisiti richiesti agli aspiranti commissari ci fosse anche quello di non essere iscritti a partiti o organizzazioni sindacali. «Una discriminazione mai vista prima»: così l’avevano definita Cgil, Cisl e Uil della Toscana, scese in campo a sostegno della protesta lanciata nei giorni scorsi dai sindacati apuani. «Emendare immediatamente il bando cancellando il divieto alla partecipazione per chi è iscritto a sindacati e partiti politici», chiedevano quindi al Comune di Carrara, non accontentandosi di un primo confronto con l’assessora alla cultura con delega alle politiche giovanili Federica Forti, la quale aveva parlato di una “svista”. «L’unica cosa che l’amministrazione comunale di Carrara può fare – suggerivano infine Cgil, Cisl e Uil – e farlo subito, è cancellare quella parte del bando e chiedere scusa: ai cittadini di Carrara, alla Costituzione e alla memoria di chi per darci la libertà di associarci in partiti e sindacati ha combattuto, 75 anni fa, contro la dittatura».

«Nessuno ha mai voluto intendere che i ragazzi iscritti a partiti o sindacati non potessero partecipare alla consulta. E’ stato un errore materiale che stiamo correggendo» ha ribadito Forti, sottolineando nuovamente che la consulta giovani per regolamento ha una natura apolitica e apartitica.

L’amministrazione ha deciso di procedere alla riapertura dei termini per la presentazione delle adesioni alla Consulta Giovani: il bando di partecipazione sarà rivisto e ovviamente corretto nella parte dei requisiti. «Il nostro obiettivo è ed è sempre stato quello di avvicinare i giovani alle istituzioni perché siamo fermamente convinti della necessità del loro contributo alla vita pubblica – ha concluso l’assessora -. Purtroppo le adesioni fino a questo momento erano state limitate. Spero sinceramente che questa revisione possa incrementarle».

E dopo il dietrofront dell’amministrazione comunale, esprime sollievo il Movimento Giovanile della Sinistra. «La notizia – scrivono in una nota -, risolve le perplessità che avevamo sollevato con l’assessore diversi giorni fa, a cui era seguita una risposta simile ma senza che seguisse alcuna conseguenza concreta. la questione che abbiamo posto riguardava proprio la necessaria tutela, costituzionalmente garantita, della libertà di pensiero e di libera associazione dei cittadini. Non ci sorprende che il Comune abbia dovuto prorogare il bando a causa dello scarso numero di adesioni, visti gli evidenti limiti posti in essere dall’ esclusione di tutti quei giovani che, tramite l’ attivismo politico, portano davanti alle istituzioni la propria idea di città. Noi rivendichiamo con forza la libertà dei cittadini di associarsi secondo le proprie opinioni politiche e condanniamo la ratio secondo cui i giovani non abbiano idee politiche da esprimere, o che debbano farlo solo come singoli senza un’appartenenza, soprattutto in un momento storico in cui siamo sottorappresentati da una politica sempre più distante, e paghiamo il prezzo più alto della crisi che il paese vive».