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Colonnine ricarica auto, Mcc punge Persiani: «Per la giunta viene prima la finanza off-shore»

MASSA – «Nel silenzio generale, la giunta Persiani ha concesso l’occupazione, a titolo gratuito, del suolo pubblico del Comune di Massa a Be Charge, società controllata da beneficiari ultimi sconosciuti. Be Charge ha ottenuto un prestito di 25 milioni di euro a 10 anni dalla banca pubblica Bei per realizzare l’infrastruttura di ricarica in Italia, quindi a Massa realizza la rete con soldi pubblici e suolo pubblico gratuito. Alla faccia del “Prima i massesi”!». Ad attaccare l’operato di Persiani è il collettivo Massa Città in Comune.

«Uno stallo di ricarica per auto elettriche, in termini di Cosap, oggi è valutato tra 2.500 e i 3.000 euro annui, quindi la scelta di non imporre il pagamento del suolo pubblico potrebbe comportare una perdita di entrate da almeno 300 mila euro in 12 anni di concessione. – spiega il collettivo – Nella migliore delle ipotesi si potrebbe configurare un danno erariale da 25 mila euro annui solo per l’accordo con Be Charge. Non ne comprendiamo le ragioni. Molti comuni in Italia hanno imposto il pagamento della Cosap; Milano, guidato da un sindaco di centrosinistra, ma anche Pordenone, guidato da un sindaco di Fratelli d’Italia. A Massa, al contrario, oltre ad approvare protocolli per fare “sconti” alla finanza offshore, si manca di trasparenza e si lascia lo sfruttamento di dati potenzialmente sensibili a chissà chi. La vigilanza sull’utilizzo conforme delle colonnine, infatti, resterà a carico del Comune, che rinuncia però alla possibilità di un utilizzo pubblico dei dati che raccoglieranno. E nonostante si utilizzino spazi pubblici, l’accordo tra Comune e Be Charge resta inspiegabilmente sottoposto a riservatezza».

«Non possiamo fare a meno di notare che il relatore del protocollo, l’assessore Guidi, segue le orme del collega Balloni che tempo fa concluse un accordo sui parcheggi pubblici con Easy Park: tutt’ora non si conoscono i beneficiari ultimi di tale concessione di spazi pubblici. Be Charge Srl è, come Easy Park, costruita con una piramide societaria riconducibile a due società: una in Lussemburgo e l’altra in Gran Bretagna. Ricordiamo che domiciliare società in paesi che sono ai vertici dell’opacità fiscale a livello mondiale è una tecnica estrattiva di profitti della finanza offshore, e la destra di Persiani sembra avere una passione per la sottoscrizione di protocolli con chi domicilia centinaia di milioni di euro nei paradisi fiscali. – conclude Mcc – In questo caso, il private equity Zouk Capital LLP, che controlla il maggiore azionista di Be Charge Srl, ovvero il fondo di investimento Reef II Volta SARL con sede in Lussemburgo. Le società LLP hanno tra i loro membri, usualmente, società offshore che servono a raggiungere una tassazione zero dei profitti. La destra, che ha vinto le elezioni al grido di “prima i massesi”, amministra la città senza curarsi di conoscere i veri proprietari delle società che “affittano” gli spazi pubblici. Un atto politico, l’ennesimo, contro la città e tutti i cittadini che pagano le tasse. Cosap in testa».