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Emergenza rifiuti in Lazio, quasi 9mila tonnellate in arrivo a Massa. Lega: «Prima la Toscana»

Dopo la chiusura della discarica di Roccasecca il governatore Nicola Zingaretti ha chiesto aiuto ad altri enti regionali per lo smaltimento. Pieruccini: «Perché si accettano rifiuti dal Lazio e non dalla Liguria?»

MASSA – 8700 tonnellate di rifiuti in arrivo al Cermec di Massa. Arrivano dal Lazio, dove una situazione di emergenza ha spinto il presidente della regione Nicola Zingaretti ad andare alla ricerca di strutture di smaltimento fuori regione. Attraverso una recente ordinanza, infatti, il governatore ha chiesto aiuto ad altri enti regionali per evitare il collasso del sistema dopo la chiusura della discarica di Roccasecca. Per i prossimi sette mesi saranno 13.500 le tonnellate di rifiuti raccolte da Ama destinate a impianti toscani: 8700 andranno al Cermec, 2.200 alla Scapigliato srl di Livorno e 2.600 alla Belvedere Spa di Pisa.

Non l’ha presa bene la Lega che, anche in occasione della visita a Massa-Carrara del deputato Manfredi Potenti, ha convocato una conferenza stampa per affrontare il tema rifiuti. Presenti, insieme all’onorevole, il commissario provinciale Nicola Pieruccini, la consigliera provinciale Irene Mannini, la referente di Massa Eleonora Cantoni e il vice sindaco di Massa Andrea Cella. “Quella dei rifiuti – ha detto in apertura Manfredi – è una delle questioni calde per la Toscana. In questi giorni ci giungono notizie gravi riguardo alla presenza di organizzazioni criminali che nel territorio regionale stanno sfruttando occasioni di inefficienza del sistema di smaltimento e di trattamento dei rifiuti. A ciò, si aggiunge la questione relativa all’ultima ordinanza della regione Lazio. Da un lato, il coinvolgimento di Cermec è qualcosa che nobilita il territorio, perché dimostra come riesca a dare una risposta a una situazione di emergenza. Dall’altra dobbiamo riconoscere che la Toscana, in realtà, non è per nulla un territorio virtuoso nell’ambito dell’impiantistica. E questo a causa di ritardi storici di cui è colpevole la politica di un partito che non ha garantito per tempo la possibilità di realizzare strutture che purtroppo oggi mancano, spianando il terreno a organizzazioni criminali che, come vediamo, oggi agiscono sul mercato. In questo senso c’è bisogno di una rapida svolta verso la costruzione e progettazione di impiantistica che permetta di dare risposta a tutto l’insieme della produzione dei rifiuti. Non possiamo continuare a dare aiuti e sostegno alle emergenze altrui”.

Dopo il sopralluogo di questa mattina alla zona industriale di Massa, Potenti ha affrontato anche il tema delle aree ex industriali convertite e utilizzate oggi come nuove sedi di attività produttive. “Anche questa, è una questione che va affrontata – ha sottolineato – dal momento che queste aree sono gravate da evidenti problematiche di inquinamento, e questo rischia di compromettere la tenuta economico-contabile di alcune realtà”.
“Il mio supporto all’attività degli enti locali del partito è totale – ha assicurato il deputato della Lega -. Sono pronto a recepire le istanze che mi verranno sottoposte. Il Parlamento, così, potrà riconoscere le esigenze economico finanziarie per disporre le azioni di risanamento e cura di questo bellissimo territorio”.

Secondo il commissario provinciale del carroccio Nicola Pieruccini, potrebbe esserci una motivazione politica dietro alla scelta di accettare rifiuti dal Lazio e non da altre regioni, come ad esempio la Liguria. “E’ una questione di politica – ha chiesto – oppure la ragione è legata al diverso prezzo di mercato? Nessuno ha mai spiegato la parte economica di questa operazione”. Una possibile spiegazione, ha spiegato Potenti, è da ricercarsi nel contenuto dell’art. 183 della legge del 2006 sulle norme ambientali. “Questa, ahimé, dà la possibilità di risolvere prima i problemi di coloro che si trovano spesso in situazioni di emergenza, lasciando in secondo piano chi è più virtuoso, come la Liguria, ma può trovarsi talvolta in una situazione di eccessiva produzione di rifiuti”.

“Si confermano situazioni emergenziali a cui si risponde con manovre emergenziali – ha evidenziato il vice sindaco di Massa Andrea Cella – Non c’è programmazione. Abbiamo esempi, in provincia, di impianti vecchi che non sono neanche più voluti politicamente dalla stessa regione, come cava Fornace. E non c’è una sola riga che stabilisca un percorso verso la chiusura della discarica, che in questo momento non è per niente al servizio del territorio. Il Comune di Massa tiene ad una gestione regionale dei rifiuti che possa valorizzare e tranquillizzare le realtà locali sulla bontà del sistema, ma non ci sembra che al momento sia questa la situazione”.

Sul punto si è espressa anche la consigliera provinciale Irene Mannini: “Cava Fornace è ancora in attività nonostante promesse fatte in campagna elettorale, che evidentemente non si sono realizzate. Ritengo che per il bene della cittadinanza sia necessaria una sinergia tra i vari livelli di governo del territorio senza esclusioni e discriminazioni fra entroterra e costa. In questo senso, mi auguro che la Regione prenda esempio dal nostro atteggiamento responsabile e collaborativo a livello comunale e provinciale. Finora, tutto questo, da parte loro non si è visto”.