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Macchiarini, dimissioni avvolte nel mistero. Opposizione scatenata, Musetti (Fi): «Ecco le motivazioni»

E Pieruccini (Lega): «È la fine politica e amministrativa della giunta. Il sindaco non ha il diritto di tacere, deve spiegare»

CARRARA – Opposizione di centrodestra scatenata dopo le dimissioni dell’avvocato Giovanni Macchiarini da assessore al Commercio del Comune di Carrara. Ieri, lunedì, il sindaco Francesco De Pasquale, non ha voluto commentare quanto deciso domenica da Macchiarini. E, al momento, le motivazioni ufficiali della scelta del legale carrarese non sono state rese note. Un’ipotesi emersa nelle ultime ore è quella sostenuta da Gianni Musetti, di Forza Italia, che parla di una polemica interna alla giunta tra, appunto Macchiarini e i due assessori pentastellati, il vicesindaco Matteo Martinelli e l’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Raggi. «Le dimissioni senza una parola ne dell’interessato, né del sindaco – scrive Musetti – dimostrano solo una cosa. Siamo alla fine di una lenta agonia che questa giunta ha iniziato fin dal primo giorno del suo insediamento, e in cui sta travolgendo la città tutta. Le motivazioni non si conoscono ufficialmente ma ufficiosamente si dice che l’assessore Macchiarini non poteva più restare in una scialuppa costretta alla deriva, con al timone i soli Martinelli e Raggi, divoratori di tutto il bilancio comunale e tutte le decisioni chiave. La ruggine fra Macchiarini, ottimo professionista e degnissima persona, inspiegabilmente prestato a questa giunta d’incapaci, è iniziata, sempre secondo le voci, con la vicenda del risarcimento milionario alla alla Paradiso Spa e sulla vicenda della concessioni demaniali dei balneari, su cui si sarebbe infuocato irreversibilmente lo scontro».

«È vergognoso – aggiunge Musetti – che nessuno parli e nessuno si senta in dovere di dare delle spiegazioni alla cittadinanza sulle dimissioni di un membro della giunta. La strafottenza che il sindaco e la sua giunta stanno assumendo nei confronti di tutta la città è sicuramente data dal fatto che ormai, entrambi, si stiano limitando alla sopravvivenza, e al mantenimento del puro interesse personale e dello stipendio sicuro da amministratori, che gli è garantito fino al fine mandato, nel 2022. Per il dopo, “muoia Sansone è tutti i Filistei”, sapendo ormai di aver concluso, indegnamente, la loro parentesi politica. Peccato che questa situazione di stallo e di ” Svendita totale per chiusura dell’attività” sia tutta sulle spalle della città, non solo perché paghiamo lo stipendio ad assessori, sindaco e consiglieri, che hanno ormai ammainato ogni bandiera, ma perché il Comune è completamente bloccato. Non si muove foglia, tutto fermo, nessun investimento e nessun programma perché tutti i soldi sono finiti nelle decisioni di Martinelli, raschiando il fondo del barile e destinando tutto a folli volontà politiche del vicesindaco. Insomma, non c’è più un soldo neppure per riparare un marciapiede o una buca nella strada, perché Martinelli e Raggi hanno speso tutto dove volevano loro. E Macchiarini – conclude il membro di Forza Italia – che di prendere lo stipendio da assessore senza far nulla non ne aveva alcuna intenzione, si è evidentemente dimesso per non sentirsi complice di un “furto legale” Ai danni dei cittadini. Il sindaco si dimetta, lo chiedo per l’ennesima volta, e metta fine a questa tremenda agonia, seguendo e imparando la dignità dal suo ex assessore».

Pieruccini (Lega): «Fine politica della giunta»
E sull’argomento interviene anche Nicola Pieruccini, commissario provinciale della Lega: «Dopo le dimissioni da assessore, l’avvocato Giovanni Macchiarini ha tutta la nostra comprensione per aver cercato di marcare una distanza dall’amministrazione comunale e il Movimento 5 Stelle che, dopo quattro anni di governo, lasciano dietro di loro le macerie di una città e nell’agenda politica non hanno più alcun obiettivo da raggiungere, neppure quelli “visionari” dei primi tempi. Il gruppetto dirigente dei 5 stelle, sostenuto ormai solo sulle pagine Facebook dai consulenti digitali pagati dai cittadini, al momento emette solo comunicati farlocchi che all’inizio si mascheravano come speranza di cambiamento: lo tsunami che aveva gonfiato il Movimento 5 Stelle dopo l’alluvione del 2014 oggi si è esaurito. La fine di questa amministrazione è stata segnata dalle dimissioni di due assessori e da tre o quattro dirigenti che se la sono dati a gambe levate dopo qualche mese, a testimonianza del clima politico e del “vuoto” che si respira in Comune. Ci chiediamo come il Partito Democratico possa continuare a tacere in questa situazione e a fare una finta opposizione, forse perché la possibile e futura alleanza giallo-rossa è per entrambi la carte della disperazione, quella in cui risiedono le pochissime residue speranze di riprendere (per il Pd) o mantenere (per i 5 stelle) la guida della città».

«Ciò che tuttavia è ancor più inaccettabile – aggiunge Pieruccini – è che, a fronte dei principi di legalità e trasparenza tanto sbandierati dall’amministrazione comunale, il sindaco si rifiuti di fornire ai propri concittadini la spiegazione delle dimissioni di Macchiarini e addirittura imponga ai componenti della giunta di fare altrettanto. Il Comune, caro sindaco, non è un’azienda privata e lei non può sottrarsi dallo spiegare con chiarezza e trasparenza le motivazioni per le quali uno dei suoi principali collaboratori, cioè un assessore della sua giunta, abbia deciso di andarsene. Essendo il sindaco della città, tacere non è un suo diritto, spiegare è un suo dovere».