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L’indignazione di Azzurro Donna Massa dopo il video di Beppe Grillo

«Basta, dalle accuse ci si difende ma non si fa gettando fango sulle donne»

MASSA – «Le dichiarazioni di Beppe Grillo, che passa da comico a politico a giudice con una facilità disarmante, sono oltremodo disgustose. Un tentativo che va oltre la decenza, quello del leader del M5S, di difendere il figlio da un’accusa di stupro. Accusa gravissima da cui Ciro Grillo si dovrà difendere, il garantismo fa parte dei nostri valori e noi non decretiamo sentenze erigendoci a giudici, capiamo il genitore che vuole difendere un figlio ad ogni costo ma questo “ad ogni costo”, nella fattispecie, va a scontrarsi con la denuncia di stupro che fa una ragazzina. Ciro Grillo si difenderà, ma chi difende la ragazza dalla gogna mediatica a cui è stata sottoposta con il video del comico? Dove sono le donne del Movimento? Se ti vergogni e non denunci subito, non sei stata stuprata? A 19 anni lo stupro si chiama “ragazzata” e gli stupratori si chiamano “coglioni”?». Interviene così Sonia Castellini, coordinatrice provinciale di Azzurro Donna Massa, congiuntamente con la responsabile provinciale contro la violenza sulle donne Stefania Giannini, dopo il video pubblicato da Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro e dall’accusa di stupro del 2019, in attesa del giudizio.

«Asia Argento ha dichiarato di aver subito violenza sessuale 20 anni dopo e nessuno ha messo in dubbio le sue parole e questo omuncolo viene a parlare di inverosimilità dei fatti perché un’adolescente ha trovato la forza di denunciare 8 giorni dopo. – prosegue il comunicato – Le donne che subiscono violenza non denunciano quasi mai nell’immediato (spiega la Giannini che è stata vittima di violenza in passato), pensano di essere nel torto, si vergognano, pensano a ciò che potrà succedere se gridano al mondo ciò che è avvenuto e l’uscita di Beppe Grillo è esattamente quello che una donna che è stata violata, teme di più: il giudizio, gli occhi di tutti addosso, i dubbi sulla veridicità delle sue parole. Se passano messaggi del genere, le donne denunceranno sempre meno. Siamo indignate dal modo di fare di questo personaggio, ancora di più dal silenzio (assenso?) delle donne del M5S, e non capiamo perché questa vicenda, come altre, non suscitino la stessa indignazione del “Me Too”».

«Ricordiamo tutti il caso Genovese, anche qua sulla ragazza vittima di violenza ne sono state dette di tutti i colori, come se una donna non fosse libera di mettere una minigonna, di andare ad una festa ed anche se lo avesse fatto con scopi a noi ignoti, una donna deve essere ed è libera di dire no, – sottolineano Castellini e Giannini – non deve passare il messaggio che se non denunci subito sei una bugiarda o che se sei vestita il un certo modo ed hai bevuto un drink, te la sei cercata. Vogliamo dire basta, dalle accuse ci si difende ma non si fa gettando fango sulle donne. Grillo è inqualificabile per questo video che lo vede tutto ad un tratto garantista, e distaccato dal giustizialismo che agli albori ha contraddistinto il Movimento, oltretutto ha sfruttato la potenza dei social, e della sua posizione, in favore del figlio certamente, ma facendo passare una ragazzina per una poco di buono che è stata al “gioco” con diversi ragazzi, salvo poi ripensarci e denunciare. Grillo, fai il giudice del tuo movimento, che ai tribunali ci pensano i giudici veri e rifletti sul fatto che al posto di Ciro Grillo, nella vicenda poteva essere coinvolta una ragazza a te vicina, avresti declinato una violenza per una ragazzata?».