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Carenza di personale al Tribunale di Massa, Ferri (Iv) presenta interrogazione al governo

Il deputato chiede informazioni sulle decisioni del ministero «per riparare l’evidente disparità compiuta dal precedente guardasigilli con l’approvazione della nuova pianta organica della magistratura»

MASSA – Cosimo Maria Ferri, deputato di Italia Viva, ha presentato un interrogazione al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per avere informazioni ai provvedimento che esso intende prendere nel merito della pianta organica del Tribunale di Massa.

«All’esito della procedura di rideterminazione delle piante organiche della magistratura, in attuazione dell’art. 1 comma 379 della L. 30.12.2018 n. 145, il ministero della Giustizia non ha attribuito alcun posto in aumento al Tribunale di Massa (Distretto della Corte d’appello di Genova), nonostante che detto tribunale vanti il maggior numero di iscrizioni pro capite nell’ambito del distretto, con il maggior numero di procedimenti definiti pro capite.
Una volta predisposto lo schema di decreto recante la nuova pianta organica della magistratura, il ministero ha richiesto il parere al Consiglio Superiore della Magistratura, il quale a sua volta ha chiesto ai Consigli Giudiziari di esprimersi in proposito. – spiega Ferri nel testo della sua interrogazione – Il Consiglio Giudiziario presso la Corte d’appello di Genova ha incarica la Commissione Flussi istituita presso lo stesso Consiglio di svolgere uno studio sullo schema ministeriale; all’esito, il parere della Commissione ha evidenziato come “Risulta pertanto incomprensibile il mancato aumento dell’organico al Tribunale di Massa che – alla luce del criterio delle sopravvenienze- indicato come prevalente nelle premesse analitiche della Relazione, è quello tra i Tribunali del Distretto che avrebbe maggiore necessità di un aumento di organico” (cfr. relazione Comm. Flussi 19.2.2020), ed ha proposto di assegnare al Tribunale di Massa i due giudici previsti in aumento per il Distretto della Corte d’appello di Genova e destinati dal ministero al Tribunale di Genova. Nella seduta del 26 febbraio 2021 il Consiglio Giudiziario di Genova è pervenuto a conclusioni solo parzialmente difformi da quelle della Commissione Flussi, e comunque favorevoli al Tribunale di Massa, proponendo di ripartire i due giudici proposti tra il Tribunale di Massa e il Tribunale di Genova».

«È seguito il conforme parere del Csm, – prosegue il parlamentare – contrario alla proposta ministeriale, con il quale si richiedeva al ministero – sulla scorta delle inequivocabili conclusioni dell’approfondito studio compiuto dalla Commissione Flussi – di destinare al Tribunale di Massa almeno uno dei due giudici. Al contrario, il ministero ha perseverato nella sua proposta originaria, nonostante il parere contrario del Consiglio Superiore, del Consiglio Giudiziario del Distretto interessato e nonostante le evidenze oggettive risultanti dallo studio della Commissione Flussi, ed ha destinato i due giudici in aumento al Tribunale di Genova con la motivazione di “una progressiva distrettualizzazione delle competenze”».

«Tuttavia, – conclude Ferri – i criteri indicati nella relazione di accompagnamento alla proposta ministeriale militano tutti in favore del Tribunale di Massa, a cominciare dal criterio delle sopravvenienze, considerato prioritario, che vede prevalere nettamente le sopravvenienze pro capite nel Tribunale di Massa rispetto al Tribunale di Genova. Si chiede quindi di conoscere quali iniziative il ministro interrogato intenda assumere per riparare l’evidente disparità compiuta dal precedente Guardasigilli con l’approvazione della nuova pianta organica della magistratura, per consentire un incremento dell’organico dei giudici del Tribunale di Massa che possa garantire allo stesso di esercitare senza le attuali enormi difficoltà la propria funzione giurisdizionale e portare avanti gli ingenti carichi giudiziari ad esso assegnati, al fine ultimo di soddisfare la domanda di giustizia del circondario in tempi che siano compatibili con il principio costituzionale della ragionevole durata dei processi».