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«La Moratti propone un centro nazionale per le malattie infettive. Cosa ne pensa la destra sovranista massese?»

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MASSA – «L’Assessore al welfare della Lombardia, Letizia Moratti, dalle pagine del Corriere della Sera, ha lanciato, nel corso di una intervista, la proposta di realizzare un Centro di coordinamento nazionale per la prevenzione delle malattie infettive; la Lombardia, secondo quanto dichiarato dalla Moratti, si è attivata per diventare, valorizzando il know how maturato, un punto avanzato di ricerca biomedica». A parlare è il consigliere comunale di Arcipelago Massa Andrea Barotti.

«Trovo interessante l’intervista all’assessore Letizia Moratti poiché consente di comprendere quanto sia necessario investire in ricerca, recuperare il terreno perduto con altri paesi, non disperdere le esperienze sviluppate. La Lombardia, il cui sistema sanitario ha evidenziato delle criticità, – continua Barotti – sta cercando di dare un senso alla sofferenza sociale, umana ed economica causata dalla pandemia; puntare sulla prevenzione, sullo studio dei virus e delle “armi” per sconfiggerli è strategico tanto che su salute ed ambiente (ambiti strettamente legati) sarà indirizzata buona parte dei finanziamenti europei. La ricerca protegge, migliora la vita, difende l’economia e crea occupazione per questo la regione locomotiva d’Italia darà vita ad un centro nazionale per le malattie infettive. Il progetto avanzato dalla Moratti, esponente di una componente moderata ed europeista appartenente al Ppe, permette di sviluppare alcune considerazioni in ambito locale. Tempo fa avevo invitato la politica massese, partendo dalla Giunta Persiani, a sostenere la nascita, nel vecchio nosocomio ora Ospedale Covid, di un centro virologico per consentire alla nostra città di affacciarsi sul mondo della ricerca e della farmaceutica; il mio appello è, purtroppo, caduto nel vuoto. La struttura dismessa, dopo lavori che ne ridurranno le dimensioni, diventerà la casa della salute; la giunta Persiani ha esultato per una trasformazione che non pare superare debolezze preesistenti, né essere una soluzione capace di offrire una prospettiva ambiziosa al nostro territorio».

«La giunta Persiani non ascolta l’opposizione e sembra lontana perfino dalla rotta assunta da chi dovrebbe esserne punto di riferimento; – attacca Barotti – qualcuno, come già accaduto, magari replicherà sostenendo che la decisione sulla Casa della salute è stata presa dalla regione, se così accadesse verrebbe ulteriormente confermata l’incapacità di una certa politica ad andare oltre gli slogan, l’inabilità di una classe politica a sostenere le ragioni della nostra comunità in ambito sovralocale e l’assenza di meriti in capo “all’amministrazione del cambiamento”. Sarei curioso di conoscere l’opinione della destra sovranista locale sul progetto lanciato dall’assessore al welfare della Lombardia anche per verificare la coerenza di chi ha espresso parole di giubilo per il riadattamento del vecchio Ospedale; troverei strano se la compagine di maggioranza considerasse, dato il silenzio sulla mia proposta, notevole e meritevole di imitazione l’idea della Moratti».

«Viviamo una fase estremamente difficile della storia dell’Italia e più in generale dell’umanità, un momento di grandi preoccupazioni ma anche di grandi possibilità, perciò sarebbe bene mettere da parte certi desideri di rivalsa, sopire euforie da vittoria elettorale ormai lontana, abbandonare slogan, opere spot, attenuare divisioni di carattere ideologico per realizzare progetti che rispondano all’interesse di tutti poiché la salute, l’economia, lo sviluppo scientifico, tecnologico sono temi su cui si gioca il destino della comunità. – aggiunge Barotti – Dario Nardella ha più volte ribadito l’importanza dei sindaci per il rilancio del paese poiché costituiscono il livello di amministrazione più vicina alla gente, ai problemi dei territori ma a questa conoscenza, prossimità credo debba aggiungersi la capacità di fare sintesi, di cogliere quanto di buono ciascuno può offrire; una attitudine che Persiani dovrebbe coltivare molto di più evitando le polemiche come quella con il consigliere regionale Bugliani. Penso che sia compito di ogni eletto offrire un contributo, al di là delle strette competenze, in termini di proposte per costruire il futuro della città».

«Auspico che il sindaco riprenda l’idea della Vicepresidente ed Assessore Letizia Moratti, – conclude il comsigliere – la rielabori in salsa apuana; Persiani potrà dire di aver “portato” in Toscana un progetto lombardo evitando, così, di nominare il consigliere “assenteista” di Arcipelago Massa che aveva proposto un centro virologico per la cura e la ricerca sui virus».

 

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