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Ex centro migranti, Mcc: «I tempi della vicenda potrebbero essere importanti»

MASSA – «La resurrezione del verbale di vigilanza edilizia dell’immobile di via Galvani, in uso fino a gennaio 2019 a Serinper/Oaf, va collegata al voto di consiglio comunale del 25 novembre 2019 in cui venne approvata la variante al Piano di classificazione acustica. Con quel voto venne bocciata l’osservazione 4A che evidenziava la contraddizione urbanistica relativa all’immobile. Il consiglio comunale, bocciandola, certificò la coerenza fra strumenti urbanistici cioè Piano Strutturale, Regolamento Urbanistico e Piano Acustico». Torna sull’argomento con una nota il collettivo Massa Città in Comune, dopo i dubbi sollevati qualche giorno fa.

«In quell’immobile può risiedere solo il custode con la sua famiglia e per questo, a fine 2015, uno dei vecchi soci della Marmo&Inox Srl presentò l’osservazione n. 811 al Regolamento Urbanistico. – prosegue la nota del collettivo – La proprietà lamentava l’impossibilità di realizzare l’attività artigianale per la crisi economica, chiedendo la possibilità della trasformazione in residenziale dello stesso. Quella osservazione fu accolta perché consentiva “il recupero del patrimonio edilizio esistente ed evita nuovo consumo di suolo”, con questa modifica l’art. 30 delle NTA divenne una liberalizzazione, di fatto, dei cambi di destinazione d’uso nelle aree a media-bassa densità».

«L’attuale maggioranza di destra il 30 luglio 2019 approvò il Regolamento Urbanistico, con l’art.30 delle NTA modificato, che diventò efficace dall’8 novembre 2019. A fine novembre 2019, però, lo stesso consiglio comunale votò la variante al Piano Acustico mantenendo la Classe Acustica V, in via Galvani, che vieta il residenziale in quel tipo di area eccetto che per il custode. Dunque chiediamo, ancora una volta, a chi ha il compito di vigilare sulla regolarità dell’azione amministrativa: questo mantenimento di classe acustica che vieta il cambio d’uso in residenziale potrebbe incidere sul valore dell’immobile nell’asta fallimentare? – conclude la nota – Lo chiediamo anche ai curatori fallimentari che, probabilmente, non avevano idea dell’esistenza di un verbale di vigilanza edilizia, aperto da 6 anni, e adesso dovranno chiuderlo per procedere all’asta, ma con un bene che potrebbe non avere le potenzialità economiche garantite dall’accoglimento dell’osservazione n. 811. I tempi della vicenda, dell’ex centro migranti Serinper/Oaf di via Galvani, potrebbero essere importanti per capire chi si ritroverà in mano il cerino acceso».