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Casa della Salute, Barotti replica alla lista Persiani: «Dopo tre anni ancora annunci»

MASSA – «La lista Persiani Sindaco pare non capire che il nuovo modello sanitario prevede degenze ospedaliere ridotte allo stretto necessario e demanda all’assistenza territoriale le cure post intervento o ricovero; la casa della salute è quindi destinata, anche in ragione dell’aumento della popolazione anziana, ad accogliere un numero cospicuo di utenza». È quanto scrive il consigliere comunale di Arcipelago Massa Andrea Barotti, in un comunicato, in replica alle parole della lista che ha sostenuto l’elezione del sindaco di Massa Francesco Persiani.

«I civici di destra confondono la vecchia struttura con quella che, al termine dei lavori di adeguamento, avremo; il nosocomio dismesso perderà alcuni piani quindi sarà uno stabile rimaneggiato, certamente non moderno, più piccolo. – continua Barotti – Ed ancora, l’accessibilità, la viabilità, le aree a parcheggio, già carenti quando l’ospedale era in servizio, non credo miglioreranno con la casa della salute salvo che, magicamente, aumentino gli spazi. La circostanza che l’edificio sia stato, in parte, riattivato per far fronte al Covid è la conseguenza della razionalizzazione del servizio sanitario; abbiamo un ospedale unico che non ha una capienza sufficiente per rispondere all’emergenza. La crisi immobiliare, facilmente prevedibile, ha impedito che uffici, negozi, abitazioni sostituissero il monoblocco e così l’Asl, che sperava nell’alienazione dello stabile, ha riacceso le luci. Questa circostanza poteva essere l’occasione per far nascere un centro di virologia ma, evidentemente, la lista Persiani ritiene che Massa debba stare a guardare Firenze e Siena; città che investono nella ricerca per diventare il polo farmaceutico della Toscana».

«I civici di destra affermano che la scelta di riconvertire il vecchio ospedale sia stata della sola Regione ma un recentissimo articolo mette in dubbio questa versione; suggerirei, a chi mi accusa di non capire, la lettura almeno del sottotitolo: “il Sindaco Persiani e l’Asl ripropongono il recupero del monoblocco”. Ad ogni modo, credo che accettare, senza alcun cenno di dissenso, di realizzare la Casa della salute nel vecchio ospedale possa ritenersi piena condivisione di quella scelta. – aggiunge Barotti – I civici di destra, con la loro nota, presentano come un successo il riadattamento del nosocomio dismesso ma, in realtà, si tratta di una sconfitta; è la debacle di quella compagine politica che accusava il vecchio centrosinistra di sudditanza verso la Regione. Il ruggito di chi esortava al cambiamento per non essere più una colonia, un territorio periferico si era, prima ancora di quest’ultimo caso, tramutato in un miagolio con l’adesione a Reti Ambiente. La lista Persiani sostiene che l’area ex Ferrovie dello Stato sia stata bocciata dalla Regione perciò, se questa fosse stata la proposta del sindaco (idea concepita prima o dopo il parco degli ulivi?), dovrei pensare ad una giunta debole incapace di avere voce in capitolo, pur avendo competenza in ambito urbanistico, su una scelta estremamente importante per il futuro della sanità locale; a Carrara, invece, la demolizione del monoblocco, decisione che appariva irremovibile, è stata scongiurata».

«Trovo difficile che i cittadini portino in trionfo un’amministrazione incapace di andare oltre la ratifica di una decisione altrui ma probabilmente i civici di destra hanno una diversa considerazione degli elettori. Una politica locale attenta alle esigenze della comunità avrebbe messo al primo posto “la casa della salute” ed invece, a distanza di tre anni dalle elezioni, siamo agli annunci sui quotidiani, attaccati alla speranza che il riadattamento del monoblocco trovi spazio, tra i grandi progetti delle altre città, nel Recovery plan. In merito all’accusa di non partecipare alle commissioni ed ai consigli debbo ripetere ai civici di destra quanto ormai noto: il mio monitor spento è un segno di protesta contro le sedute non in presenza. Ritengo che se gli operai, rispettando le misure anticovid, possono andare in fabbrica allo stesso modo i consiglieri possono riunirsi in aula. Ricordo che Persiani, alla caduta del Governo Conte, sosteneva la necessità di votare, perciò se per il sindaco la convocazione dei comizi era auspicabile e realizzabile perché dovrebbe essere impossibile tornare, in sicurezza, alla modalità in presenza? – prosegue Barotti – Ed ancora, credo che i cittadini, visto l’articolo della lista Persiani, si chiedano che senso possa avere dibattere, ad esempio, di sanità locale quando consiglieri, giunta e sindaco sono irrilevanti? Che utilità, a fronte del costo, possa avere una commissione che si riunisce per leggere dei documenti? Una Commissione ed un Consiglio che lavorano su un regolamento poi oggetto di un ricorso, promosso dalla Regione, dinanzi al Tar? Una Commissione che discute, in una fase difficile per la città, sulle regole procedurali del consiglio comunale quando tutte le energie dovrebbero essere spese per elaborare proposte di rilancio economico, culturale, sociale della nostra comunità?».

«E ancora chiedo quali idee, ad oggi, hanno avanzato la Lista Persiani, le altre forze di maggioranza e la giunta per la ripartenza di Massa? In conclusione invito la Lista Persiani a non preoccuparsi della mia “protesta” perché il tempo in cui gli elettori valuteranno, a fronte dei costi, i risultati delle presenze in Commissione ed in Consiglio arriverà».