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Valesi (Sinistra Italiana): «Un sindaco che non consulta i cittadini è un podestà»

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MASSA – «Con l’avvento del fascismo furono abolite le elezioni, il sindaco fu sostituito dal podestà, che veniva nominato dall’alto con decreto reale o direttamente da Mussolini. Il podestà poteva deliberare quello che voleva, fascistizzando la vita del Comune. Per quanto riguada le opere da realizzare, nel proprio territorio, non aveva nessun merito, doveva infatti seguire le disposizioni che venivano da Roma, dove venivano indicate le linee architettoniche. Il partito nazionale fascista, che governava, sovvenzionava tutto, compreso i nuovi tracciati per le piazze. I cittadini erano tenuti allo scuro di tutto, come sta avvenendo ora nella nostra città». A parlare è Cesare Valesi, di Sinistra Italiana.

«Con la fine del fascismo si concluse anche la vita del podestà. Il sindaco venne eletto con elezioni democratiche e popolari. – conclude Valesi – Il sindaco che non rende conto ai propri amministrati, consultandoli di come intende cambiare il volto della città e dove intende recepire i finanziamenti, non è un sindaco, ma un podestà».

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