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Mcc: «La Procura faccia luce sulla vicenda del centro per migranti»

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MASSA – «Il verbale di vigilanza edilizia riguardante un immobile di via Galvani, che ospitava il centro migranti Serinper/Oaf, sembrerebbe essere misteriosamente risorto dopo oltre 4 anni dall’ultimo sopralluogo fatto dal Comune di Massa. Se fosse confermato, che alcune settimane fa ci sarebbe stato un sopralluogo congiunto da parte della vigilanza edilizia comunale con i curatori fallimentari, allora saremmo di fronte a uno scenario inquietante». A scrivere è il collettivo Massa Città in Comune.

«L’immobile in questione oggi è al centro della procedura fallimentare della Marmoeinox Srl presso il Tribunale di Massa, successiva alla chiusura del centro migranti Serinper/Oaf. I problemi per quell’immobile nacquero quando, nel 2015, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza costrinse il Comune di Massa a verificare la reale destinazione d’uso dello stesso. – spiega il collettivo – A seguito di quel primo sopralluogo il verbale certificò il mutamento della destinazione d’uso a residenziale in luogo della casa di custodia e del laboratorio artigianale per la lavorazione del marmo. Il responsabile del procedimento di vigilanza edilizia dell’epoca è l’attuale dirigente dello stesso settore dottor Della Pina».

«Come è potuto accadere che la vigilanza edilizia del Comune di Massa non si sia accorta della presenza in quell’immobile di un centro migranti con 50 ospiti dopo aver imposto la presenza di un laboratorio di marmo? Eppure la Asl di Massa-Carrara intervenne, – conclude il collettivo – probabilmente redigendo anche qualche verbale, sulle condizioni sanitarie dello stesso immobile. Come mai successivamente la Prefettura chiuse il centro migranti spostando gli ospiti in via Stradella? C’era qualche irregolarità nell’appalto pubblico? Oggi chiediamo al nuovo Procuratore della Repubblica dottor Capizzoto di fare piena luce su questa vicenda perché crediamo che ogni singolo cittadino di Massa deve avere la certezza dell’imparzialità dell’azione amministrativa precondizione per una società di eguali».

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