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Imm, il Pd: «Niente privatizzazione né svendite immobiliari. Si parta dal risanamento finanziario»

Parla il segretario provinciale del partito, Enzo Manenti: «Altre due priorità sono la salvaguardia dei livelli occupazionali e il mantenimento alla proprietà pubblica»

MASSA-CARRARA – “Mettere in sicurezza Imm dal punto di vista finanziario, per evitare scenari ben peggiori di quanto prospettato nel recente passato. Su questo non si possono ne costruire polemiche ne alimentare incertezze.
Operazione possibile, ma molto più complessa del previsto, data la situazione economica e il blocco delle attività fieristica contingente che si è trovata davanti il nuovo amministratore”. A tornare sulla situazione di Imm-Carrarafiere, dopo le dichiarazioni del presidente della Toscana Eugenio Giani a margine dell’inaugurazione dell’hub vaccinale, è Enzo Manenti, segretario provinciale del Partito Democratico.

“Quella di partire dal risanamento economico è una condizione indispensabile – sostiene Manenti – così come quella di tenere alta l’attenzione su altre due priorità quali quelle della salvaguardia dei livelli occupazionali e del mantenimento alla proprietà pubblica delle strutture costituenti il complesso fieristico. Sono temi complessi e di non facile soluzione e non è corretto banalizzarli. Alle risorse stanziate sino ad oggi, a nostro giudizio insufficienti, potrebbero aggiungersi potenziali nuove risorse derivanti da iniziative di carattere nazionale a favore di tutto il comparto fieristico messo in ginocchio dalla pandemia, come auspicato da molti Presidente di Regione (Lombardia, Liguria, Emilia e Toscana in particolare)”.

“Tutto ciò diverrebbe però vano – sottolinea il segretario del Pd – se in questa fase, con lo stop imposto dalla pandemia, ulteriori energie non fossero impiegate da una parte lavorando sulla progettualità futura, dall’altra nell’evitare “l’emorragia” dei format fieristici migliori, salvaguardandone la riproposizione per il prossimo futuro.
Si dipanino con decisione le ombre su privatizzazione e potenziali “svendite” immobiliari, senza lasciare questi temi ad interpretazione alcuna, e su questo aspetto raccogliamo le preoccupazioni espresse in particolar modo dal sindacato”.

“Ciò non significa – conclude Manenti – negarsi ad un dialogo con soggetti privati per realizzare nuovi progetti, legati alle nuove opportunità che ci vengono offerte dallo scenario nazionale ed internazionale, e magari per rilanciarne alcuni accantonati (forse con troppa fretta) riproponendoli in una forma diversa che tenga conto delle notevoli trasformazioni che in questi anni hanno caratterizzato, ad esempio, il comparto della lavorazione e della tecnologia legati al settore lapideo”.