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Regina Elena, Cisl pronta a denunciare il cda: «Stanno creando lavoratori e lavoratrici di Serie C»

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CARRARA – «Pensavamo che il cda e l’amministrazione di Carrara, regista occulta, ma non troppo, avessero iniziato il percorso per portare la rsa Regina Elena verso una fine ingloriosa. Evidentemente ci siamo sbagliati, poiché la condotta non soltanto ha avviato la rsa verso un declino certo, ma purtroppo ha accompagnato la struttura ben oltre». Scrive la Cisl di Massa-Carrara in un comunicato.

«Ad oggi dopo mesi di risposte e promesse fasulle, – prosegue la Cisl – nessun incontro è stato convocato con le parti sociali e nessuna risposta è mai arrivata ai nostri quesiti. La cosa certa è che questa amministrazione non vuole il bene delle lavoratrici e lavoratori della struttura e di conseguenza nemmeno alle persone ivi ricoverate. Ci domandiamo perché l’amministrazione vuole il male delle lavoratrici e dei lavoratori del Regina Elena. Perché? Forse per risparmiare qualche centesimo di euro sulla pelle delle persone fragili e dei lavoratori?».

«La condotta unilaterale del cda e dell’amministrazione comunale è tesa a creare lavoratrici di serie C (contratto Uneba) e lavoratrici di serie B (contratto autonomie locali) con la prospettiva di una retrocessione certa per tutti. – spiega il sindacato – Non sarà possibile applicare a dipendenti della stessa azienda contratti collettivi diversi con il contratto Uneba che penalizza economicamente e giuridicamente lavoratrici e lavoratori. Nel giorno stesso in cui dovessero partire i calendari delle prove di concorso denunceremo il cda e qualora, come paventato, dovessero sbucare accordi di equiparazione salariali la denuncia verrà inoltrata alla Corte dei Conti, poiché un soggetto pubblico come la rsa Regina Elena non può apportare accordi che aggravano i costi pubblici».

«La scelta di andare in modo unilaterale verso il contratto Uneba dimostra la cecità della scelta che nel futuro avrà ripercussioni più gravi di quelle attuali. In questo momento la rsa patisce la mancanza di infermieri (e non solo) che costringe la direzione a fare delle scelte sui turni in cui utilizzare le 6 unità infermieristiche. Riteniamo che in questo momento di estrema difficoltà tutte le persone che hanno i titoli per farlo debbano rimboccarsi le maniche e coprire i terni infermieristici mettendo da parte i previlegi individuali. – conclude Cisl – Rispetto alla cecità delle scelte i numeri sono inclementi poiché la scarsa appetibilità del contratto Uneba ha ridotto a 10 le domande di partecipazione al concorso che verosimilmente metterà , in futuro, in ginocchio la struttura destinata a stagioni ancora».

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