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Massa, nuova piazza della Stazione, l’opposizione: «Progetto nato in maniera convulsa»

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MASSA – «La trasformazione “improvvisa” di piazza della Stazione, voluta dall’amministrazione Persiani, presenta davvero molteplici aspetti critici, al di là del tema, tutt’altro che banale, della sua pessima funzionalità e della sua scarsa gradevolezza. Il primo dato evidente è costituito dalla totale incoerenza con la progettazione originaria del piano delle periferie». È questo il parere dei consiglieri comunali di minoranza del Comune di Massa sul progetto della nuova piazza della Stazione, ormai da mesi al centro delle polemiche.

«È bene ricordare a riguardo che l’ipotesi in base alla quale è stato ricevuto tale fondamentale finanziamento era fondata sulla realizzazione di un sottopasso che collegasse il quartiere dei Quercioli con la stazione ferroviaria e quindi con uno degli accessi alla città. – continua il comunicato firmato da Stefano Alberti, Uilian Berti, Dina Dell’Ertole, Giovanni Giusti, Agostino Incoronato, Luana Mencarelli, Paolo Menchini, Mosti Elena, Alessandro Volpi e Gabriele Carioli – Tale intervento è reso necessario dal fatto che attualmente quel collegamento è garantito solo da un impraticabile camminamento sopraelevato in ferro di difficile utilizzo. Sostituire quell’intervento con una discutibile cosmesi della piazza è in evidente contrasto, appunto, con le finalità del finanziamento ricevuto e, dunque, la spesa di poco meno di un milione di euro rischia di essere totalmente a carico del Comune, senza alcun contributo statale, destinato ad andare perduto. La seconda criticità riguarda la coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti sia sul piano formale sia su quello sostanziale».

«La variante urbanistica relativa al comparto della Stazione prevede infatti un’altra destinazione della piazza e, soprattutto, la inserisce in un sistema di collegamenti e di interdipendenze che riguarda l’intera zona, ben oltre la sola sistemazione dello spazio antistante la Stazione. – continua il comunicato – In questo senso appare molto dubbia la conformità alla pianificazione urbana. Sul piano sostanziale poi separare la piazza dalla visione più generale del comparto e, più nello specifico, anche della viabilità ad esso connessa appare una follia. Non si capisce in alcun modo, peraltro, come una simile opera si colleghi alla progettata variante Aurelia, snodo centrale per l’asse viario massese. Un terzo elemento riguarda poi la vera e propria devastazione del verde presente in quella piazza: il progetto prevede l’abbattimento di piante di pregio e, di fatto, una impietosa cementificazione mascherata sotto la forma di un anfiteatro ben difficilmente conciliabile con un capolinea di mezzi pubblici. Infine, ancora qualche considerazione sulle procedure».

«È evidente che non ci sia stata alcuna forma di partecipazione pubblica sul progetto, così come del resto appare chiaro che lo stesso progetto è nato in maniera convulsa: è stato presentato dall’amministrazione in pratica nello stesso momento in cui si procedeva ad affidare l’incarico per disegnarlo! – concludono i consiglieri di minoranza – Gli allegati messi a disposizione dei consiglieri comunali, che per averli hanno dovuto fare formale richiesta di accesso agli atti, sono lacunosi e rivelano ben poco dell’idea complessiva di sviluppo della zona, mentre si capisce l’attribuzione di incarichi a soggetti esterni. In estrema sintesi, una grande confusione nella progettazione di uno spazio che ha una funzione vitale per la città».

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