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Accademia Belle Arti, Musetti (Fi) all’attacco sulle nomine: «Basta con la ‘dittatura’ Massari»

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CARRARA – «Il direttore dell’Accademia di Belle Arti Luciano Massari, ormai in preda a un autentico delirio di onnipotenza, ogni giorno ne combina una». Inizia così l’attacco di Gianni Musetti (Forza Italia). Secondo il politico, la lista per la nomina del nuovo presidente dell’istituto carrarese sarebbe stata «creata dal Massari in modo pilotato per “forzare” al ministro la conferma di Antonio Passa. Nulla di personale contro il presidente in carica, ma è di tutta evidenza che i numerosi problemi dell’Accademia necessiterebbero di una guida più energica di un 82enne romano di cui non si ha notizia a Carrara da un anno e mezzo. Se la prolungata latitanza del presidente è una vergogna, la proposta di riconferma grida vendetta. Per ottenere i suoi scopi, e cioè fare il dittatore dello stato libero (si fa per dire) dell’Accademia senza un presidente presente sul territorio, l’ineffabile Massari ha inserito nella terna l’ex docente pietrasantino Paolo Bresciani, completamente privo di qualsiasi esperienza manageriale, e Tiziana D’Achille, ex direttrice dell’Accademia di Roma, a quanto ci risulta ineleggibile essendo ad oggi insegnante di ruolo in un’altra accademia. Insomma, Massari e il consiglio accademico a lui fedele hanno inviato una terna farlocca allo scopo di continuare a spadroneggiare, sfruttando la lontananza-latitanza del presidente di cui si pretende la riconferma».

«Intanto – aggiunge il politico – lo stesso dittatore dell’Accademia Luciano Massari ha inviato un’email ad alcuni studenti comunicando, testualmente, di “non aver autorizzato i tirocini presso gli studi Nicoli” e che “per completare il piano di studi si rende necessario trovare un altro laboratorio e fare una nuova procedura di autorizzazione”. Quindi, Massari non autorizza i tirocini degli studenti nei laboratori che, oltre a essere i più antichi e gloriosi della città, risultano i principali concorrenti degli studi “Michelangelo”, quelli di cui lo stesso Massari è socio ed è stato direttore prima che il sottoscritto denunciasse la palese incompatibilità con il suo ruolo di dipendente pubblico, per la quale sono a tutt’oggi in corso procedimenti giudiziari contabili e penali. Insomma, più che lo stato libero dell’Accademia, quello che sta proseguendo a succedere appare più simile allo stato libero di Bananas del film di Woody Allen anche se dubitiamo che il ‘dittatore’ Luciano Massari l’abbia mai visto».

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