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Muro sul Frigido, intervengono i residenti: «Lavori urgenti, abbiamo bisogno di più sicurezza»

Il gruppo di vicinato Primo Gandolfo interviene sulla discussione che ha animato la politica massese negli ultimi tempi: «Passate notti insonni sugli argini sperando che il fiume non esondasse. C'è bisogno di dragaggi, oltre agli argini, e maggiore attenzione per lo sfruttamento delle nostre montagne»

MASSA – La costruzione del muro sul Frigido e dei nuovi argini per il fiume è al centro, ormai da diverse settimane, di una discussione politica che ha coinvolto diversi esponenti tra Comune e Regione. Dopo le critiche al progetto di Martina Nardi, deputata del Pd, e le risposte di Persiani e del partito democratico stesso, a prendere parola è il gruppo di vicinato Primo Gandolfi.

«Letto l’articolo pubblicato su un quotidiano locale del 19 marzo, come gruppo di vicinato sentiamo di esprimere la nostra voce, sulla necessità e urgenza di realizzare i nuovi argini del fiume Frigido. Da tempo seguiamo la vicenda con interesse, e restiamo in costante contatto sia con la regione che con l’amministrazione. Siamo coscienti di tutte le problematiche connesse alla realizzazione di un muro di circa 4 metri, tuttavia, è di primario interesse garantire la sicurezza del territorio, delle persone e delle attività che si trovano a Marina». Scrivono in un comunicato i cittadini.

«In questi anni abbiamo visto troppe volte il fiume minacciare l’esondazione, – continuano – e abbiamo passato notti insonni lungo l’argine, con la paura di perdere tutto quello che avevamo. Solo la fortuna, fino ad oggi, ha evitato tutto questo. Realizzare un muro più basso, o rimandarne i lavori, significa esporre per altro tempo la cittadinanza a gravi pericoli, dopo decenni di attese e promesse. Certamente, ha poco senso prevedere un argine così alto, senza un regolare e ciclico dragaggio del fiume. E proprio la Regione prima, e l’amministrazione poi, si sarebbero impegnati in tal senso. In tal senso, siamo stati rassicurati che con il primo lotto dei lavori verranno simultaneamente iniziate opere di dragaggio, prima straordinarie, e successivamente con carattere ordinario. Noi saremo lì a vigilare che queste promesse avanzate dai tecnici siano rispettate».

«Basti ricordare che i detriti di marmo derivati dalla coltivazione delle cave, – concludono – hanno di fatto seppellito una cataratta di due metri che si trovava all’altezza del viadotto autostradale, deviando anche il corso del fiume lungo i suoi argini, contribuendo così al suo indebolimento e ai cedimenti di questi mesi. In buona sostanza, la politica dovrebbe dimostrare maggiore maturità ed evitare pericolosi interventi fuori tempo massimo. Abbiamo bisogno di più sicurezza, e che i lavori vengano intrapresi nel rispetto delle attività turistiche presenti sul territorio. Non vorremmo neppure, infatti, che al protrarsi di lavori fuori tempo massimo, si aggiungano i disagi di una imminente stagione caratterizzata da disagi, e conseguenti perdite economiche. Se a questo, si aggiungesse una maggiore attenzione allo sfruttamento delle nostre montagne, e una maggiore sensibilità ai temi ambientali, non potremo che esserne soddisfatti, per noi e per i nostri figli».