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Muro sul Frigido, Dell’Ertole (Iv): «No a muri e dighe. Sicurezza e impatto ambientale possono convivere»

MASSA – «Sarà una delle opere più impattanti che la città di Massa abbia mai avuto; sarà un pugno in un occhio, un graffio indelebile; sarà l’esempio di ciò che i paesi europei non fanno più da anni: alzare muri, a dividere». È questo il pensiero della consigliera comunale di Italia Viva a Massa Dina Dell’Ertole sul tema caldo degli ultimi giorni: il muro sul Frigido.

«Una muraglia alta 5 metri sulle sponde del nostro fiume Frigido: ero contraria cinque anni fa, e sono contraria adesso, perché continuo a credere che ci possano essere delle alternative a questa  violenza. Lo ammetto: non mi capacito. – continua Dell’Ertole – Abbiamo inventato macchine che si guidano da sole, abbiamo fatto crescere foreste sui grattacieli, penso a costruzioni come il “Bosco verticale” di Milano; le metropoli stanno diventando sempre più “smart” e “green” , senza contare che nel 2050 andremo su Marte e che il web è pieno di studi sulle città creative lungo i margini d’acqua».

«Ebbene, – aggiunge Dell’Ertole – siamo proprio così sicuri che un muro di cemento 5 metri sulle sponde del Frigido sia l’unica soluzione per risolvere il pericolo di inondazioni? Mi chiedo, non solo come politica, ma soprattutto come cittadina: abbiamo fatto tutto il possibile per trovare strade diverse? E’ un problema di soldi? Abbiamo scelto la strada più facile? Abbiamo studiato, abbiamo creato le condizioni per una alternativa, abbiamo protestato abbastanza? Mi preme dire che io ho fiducia nelle istituzioni. E’ nella mia natura. Sono convinta che la Regione abbia agito, nella scelta di questo progetto, per il bene della cittadinanza marinella. Non voglio e non posso negare che il rischio è elevato, che c’è da far presto. Sarebbe sciocco dubitare della buona fede anche dei sindaci, sia di sinistra che di destra, che alla Regione hanno subito detto “sì”».

«Registro però che nessuna amministrazione comunale in questi anni ha ritenuto suo dovere organizzare un solo momento di condivisione con la popolazione; non c’è stato dibattito, non c’è stata contestazione. La sicurezza è un valore primario, ma si può ottenere anche con metodi più naturali e sicuri. Lo abbiamo provato a dire alla Regione supportati magari da progetti innovativi che, sono sicura, i nostri professionisti hanno avuto in mente? Oggi torno a dire no a muri come dighe, che creano una minaccia gravissima in termini di sicurezza, quasi al pari di non averli. Già ebbi modo di proporre, assieme ad Alternativa civica, di cui facevo parte, un dragaggio programmato e continuativo nel tempo del letto del fiume. Stiamo parlando di un progetto da 16 milioni di euro per alzare due muraglie di cemento sugli argini di destra e sinistra del fiume Frigido e con gli stessi soldi si farebbe manutenzione al fiume per decenni. Esperti del settore si sono più volte espressi a favore di interventi per dragare il letto piuttosto che alzare muri di cemento. E’ reato cercare sicurezza e insieme bellezza?  E’ fantascienza aspirare ad un intervento di difesa idraulica che assicuri la protezione degli abitanti, senza trascurare altri aspetti come l’impatto ambientale e il turismo, la compatibilità con il paesaggio, l’integrazione dell’opera con l’ambiente fluviale?».