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Uffizi a Carrara, Barotti frena l’entusiasmo: «Il Progetto doveva arrivare dal pubblico»

CARRARA – «La notizia che la Fondazione Marmo, diretta dalla presidente Franchi, ha assunto contatti con gli Uffizi, per far entrare la città di Carrara nel circuito della Galleria della Toscana, è positiva ma direi non eccezionale ed è per questo che suggerirei di evitare di suonare la ” fanfara”». A parlare è il consigliere comunale di Arcipelago Massa Andrea Barotti.

«Ritengo non straordinario, viste le potenzialità delle cave (è sufficiente leggere i numeri che ruotano intorno allo sfruttamento di un bene pubblico), allestire una mostra permanente, ottenere in prestito alcune opere d’arte; siamo ben lontani da quel mecenatismo che ha regalato, ad alcune città, importantissime collezioni d’arte antica e moderna. – continua Barotti – Per essere più chiaro, molti comuni della Toscana pur non avendo le cave ed i concessionari, esporranno in strutture già disponibili o recuperate parte del patrimonio nascosto degli Uffizi perciò, a fronte dell’impatto ambientale e paesaggistico che l’attività estrattiva determina, il territorio apuano credo possa avere maggiori aspettative verso la Fondazione presieduta dalla Dott.ssa Franchi. In sintesi, se le nostre montagne sono un’opera d’arte mi sembra che la loro alterazione dovrebbe determinare ben altra e maggiore compensazione».

«Credo che la possibilità di presentare un’iniziativa apprezzabile ma non eccezionale dipenda dall’immobilismo della classe politica di entrambi gli schieramenti, poiché quel progetto poteva benissimo essere realizzato, usufruendo delle risorse disponibili ed in arrivo, – spiega Barotti – dalla mano pubblica (un esempio locale è l’amministrazione di Fivizzano) rimettendo alla Fondazione compiti più impegnativi e difficili come il recupero, a fini formativi e culturali, di strutture abbandonate o l’acquisto di opere d’Arte, sui mercati italiani ed internazionali, così da creare un museo in grado di aumentare la capacità attrattiva del territorio».

«Ricordo che dal 15 agosto 2020, – conclude il consigliere massese – data della mia lettera al Direttore degli Uffizi, non ho avuto il piacere di leggere un singolo commento, una proposta da parte del sindaco Persiani o da parte degli altri rappresentanti, nazionali e regionali, del nostro territorio; eppure ci sono deputati, consiglieri, sindaci che accompagnano il direttore Schmidt a visitare possibili strutture espositive. Sui giornali, purtroppo, trovo tante inutili polemiche, da ultimo lo scontro sulle arginature del Frigido ossia su di un intervento da tempo deciso e non più modificabile (certi rilievi andavano presentanti prima). È evidente che serve un cambio di passo, una “rivoluzione riformista” che oltre alle idee rinnovi, seriamente, la politica per offrire ai cittadini un’alternativa».