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Sanac, a Massa un incontro Lega-sindacati per il futuro dell’azienda. Nardi (Pd): «Il sindaco non la usi come passerella»

Da Taranto non giungono buone notizie: Arcelor Mittal ha messo in mora il governo, accusandolo di non rispettare gli impegni per il salvataggio dell’Ilva. Del Vecchio (Cgil): «Abbiamo bisogno di risposte certe»

MASSA-CARRARA – Domani, sabato 13 marzo, il sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Tiziana Nisini e l’europarlamentare Susanna Ceccardi saranno a Massa per incontrare istituzioni locali e una parte del tessuto economico e sociale della provincia. Le due prenderanno parte ad tavolo istituzionale, convocato dal Sindaco di Massa Francesco Persiani, insieme al Prefetto di Massa-Carrara Claudio Ventrice ed altre autorità del territorio apuano. Nel pomeriggio, poi, è previsto un appuntamento a Villa Cuturi, dove le due esponenti della Lega ascolteranno le categorie economiche più colpite dall’emergenza covid e le rappresentanze sindacali attive sul fronte Sanac. Proprio su quest’ultimo punto è intervenuta la deputata del Pd Martina Nardi: “E’ sempre utile che esponenti del governo visitino le aziende del nostro territorio, ma il ministero del Lavoro non è quello giusto perché non ha competenze sulle crisi industriali. E’ il ministero dello Sviluppo Economico quello competente e infatti con il governo Conte abbiamo lavorato alla costruzione di un percorso, che ci auguriamo venga confermato dal  Governo Draghi, per una soluzione che mantenga produzione e livelli occupazionali alla Sanac di Massa. Come deputata del territorio e come presidente della commissione Attività Produttive della Camera ho costruito con il ministero dello Sviluppo Economico un confronto permanente sulla vertenza. E insieme abbiamo registrato importanti passi in avanti, come aver disegnato una strada per legare il destino di Sanac ad Accerol-Mittal e quindi all’intervento pubblico attraverso Invitalia”.

“Ovviamente contatterò la neo-sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche sociali Tiziana Nisini – precisa Nardi – per metterla al corrente della situazione e di una vertenza di cui non conosce a pieno e fino in fondo tutti i dettagli. Mi auguro però che il sindaco di Massa, Persiani, eviti di usare una crisi di una azienda per fare un po’ di passerella. O meglio, se vuole farla, almeno usi la passerella giusta”.

E’ un futuro, quello dell’azienda massese, ancora tutto da chiarire, specialmente alla luce di quanto sta accadendo a Taranto. A parlarne è il segretario generale di Filctem Cgil Massa-Carrara, Nicola Del Vecchio: “E’ di ieri la notizia che Arcelor Mittal ha messo in mora il governo italiano, accusandolo di non rispettare gli impegni sottoscritti a dicembre per il salvataggio dell’Ilva, tanto che lo sbandierato aumento di capitale da parte di Invitalia del valore di 400 milioni di euro, ad oggi non si è ancora concretizzato. L’incertezza politica che si è venuta a creare con la caduta del governo Conte e l’insediamento del nuovo Governo Draghi sta poi ritardando l’attuazione del nuovo piano industriale, con il rischio di gravi ripercussioni che potrebbero riguardare anche i lavoratori. Per questo continuiamo a chiedere con forza la convocazione al Ministero dello sviluppo economico, quello competente in materia, di un tavolo di confronto. A fine mese scade la fideiussione di Arcelor Mittal e ad oggi l’unica convocazione che ci è pervenuta è per il 29 marzo da parte del nuovo Ad di Sanac Rosario Fazio, ma dal governo tutto tace. Ci auguriamo che la sottosegretaria al lavoro si faccia portavoce delle nostre preoccupazioni con il Ministro Giorgetti e finalmente si affronti il tema del futuro dell’acciaio e di conseguenza del futuro di Sanac. In questi anni si sono perse decine di posti di lavoro – ricorda poi Del Vecchio -. Quando fu fatta la gara per l’acquisizione, lo stabilimento di Massa contava più di 140 lavoratori che oggi sono diventati 101, e le poche assunzioni a tempo determinato che sono state fatte servono solamente a garantire i carichi del momento visto che in produzione le persone rimaste sono a malapena sufficienti a garantire l’operatività degli impianti. Sono anni che denunciamo infine la mancanza di manutenzione e oggi ci troviamo costretti a spegnere un forno per settimane a causa del rischio di caduta della volta, in passato non era mai accaduto. Come organizzazione sindacale stiamo continuando a chiedere risposte certe sul nostro futuro, con l’ingresso diretto da parte del Ministero nella compagine societaria. Siamo esasperati dagli infiniti rimandi, è ormai una situazione insostenibile. Abbiamo bisogno di risposte certe – conclude il segretario di Filctem Cgil -, il settore siderurgico è strategico per il nostro paese. Sanac in questa prospettiva è fondamentale, visto che nessuna acciaieria può produrre acciaio senza materiale refrattari”.

Se da un lato il livello di preoccupazione riguardo alle sorti dell’azienda è ancora alto, dall’altro da Filctem Cgil può sorridere per quel che riguarda il risultato elettorale ottenuto in Sanac, con il 56% dei voti e l’elezione di due delegati su quattro. “Prima ancora del dato che abbiamo ottenuto come sigla sindacale – commenta Del Vecchio – che mi riempie di orgoglio e di responsabilità verso i tanti lavoratori che ci hanno dato fiducia, vorrei evidenziare l’importanza del dato di affluenza alle urne, che ha toccato la percentuale del 95%, in un momento di crisi della politica vedere percentuali tanto ampie di adesione testimonia la credibilità e la bontà dell’azione sindacale di questi anni”.