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Scontro Persiani-Benedetti-Mencarelli, Ricciardi (M5s): «Maleducazione e razzismo, solidarietà alla consigliera»

Dei, Cipollini e Rivieri (Fi): «il Sindaco non può permettersi di offendere e minacciare i consiglieri comunali»

MASSA – Prosegue il dibattito dopo lo scontro in consiglio comunale tra il sindaco Francesco Persiani e il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, da una parte, e la consigliera dei 5 stelle Luana Mencarelli dall’altra. Al centro della discussione, durante la seduta dello scorso 2 marzo, la questione relativa alla chiusura della scuola ‘Comasca’, evacuata in seguito a infiltrazioni sul soffitto. Mencarelli aveva ripreso la polemica dell’ex assessora Veronica Ravagli, che dopo la chiusura della scuola era intervenuta duramente contro l’amministrazione Persiani denunciando due anni di segnalazioni senza alcuna risposta.

L’interpellanza della consigliera ha mandato su tutte Persiani, prima, e Benedetti, poco dopo. Il primo l’ha accusata di procurato allarme, il secondo le ha dato della “maleducata”, ritenendo i suoi toni non consoni ad una seduta di un consiglio comunale: “Ma dove pensa di essere, in un negozio di cinesi? Un minimo di educazione e dignità, per cortesia. Se vuole fare l’interpellanza le ridò la parola, altrimenti gliela tolgo definitivamente”. Quest’ultimo botta e riposta è stato diffuso sui social dal Movimento 5 stelle di Massa e condiviso poi anche dal deputato Riccardo Ricciardi, indignato dalle parole e dall’atteggiamento del presidente del consiglio comunale. “Nessun senso delle istituzioni, maleducazione e una spruzzata di razzismo che non manca mai – è il commento social del deputato pentastellato -: il presidente del nostro Consiglio Comunale. Un abbraccio a Luana Mencarelli, consigliera comunale che da 8 anni ormai combatte al fianco e per i cittadini”.

A fianco della Mencarelli anche il consigliere del M5s Paolo Menchini che, sempre in riferimento al solito video, ha commentato: “Questo è il Presidente del Consiglio che poco più di un mese fa, durante la discussione per la sua sfiducia, definii “la rappresentazione plastica di questa maggioranza””.

Nei giorni scorsi, invece, da Forza Italia erano intervenuti la consigliera Roberta Dei, Mauro Rivieri e Mario Cipollini (presidente dell’associazione Libertà e Diritti) per esprimere la propria solidarietà alla consigliera dei 5 stelle dopo lo scontro con il sindaco Persiani. Posizione ribadita nelle ultime ore attraverso un nuovo comunicato: “Vogliamo ricordare a Persiani, pur capendo che essendo “nuovo del mestiere” non conosca bene le procedure e i metodi di comportamento da usare durante le sedute consiliari, che non può permettersi di offendere e minacciare i consiglieri comunali, e soprattutto non può sentirsi offeso quando un consigliere interviene per avere spiegazioni e delucidazioni per un problema cosi grave come quello accaduto alla Comasca. Nella sua spiegazione alterata e concitata realmente Persiani non ha risposto a nessuna delle questioni relative al ritardato intervento alla scuola Comasca. Se è vero che la Ravagli ha denunciato nel 2019 la criticità in cui versava la Comasca, perché aspettare fino a luglio del 2020 per effettuare la prima perizia e perché poi aspettare il  2021 per far evacuare la scuola?”

“Caro Persiani – sottolineano Dei, Rivieri e Cipollini – queste sono le risposte che avrebbe dovuto dare sia ai consiglieri comunali e sia ai suoi cittadini senza alterarsi; risposte queste che ancora oggi stiamo aspettando Nonostante affermi che il problema Comasca le stia cosi tanto a cuore, spieghi il perché di questi ingiustificati ritardi, chiarisca se sono dipesi da Lei da una sua involontaria dimenticanza o dalla negligenza di alcuni suoi dirigenti e assessori”.

“In ultimo – concludono – le vogliamo ricordare che gli argomenti che vengono sollevati nelle sedute del consiglio comunale sono di interesse politico, si trattano e vengono affrontati fatti di interesse pubblico, e non personali. Fatti che dovrebbero essere discussi ed illustrati con serietà e responsabilità, pertanto senza alcun motivo per “arrabbiarsi”. Quello era il momento che, come Sindaco, avrebbe potuto chiarirci i motivi dei ritardi dell’intervento  alla Comasca. Per concludere crediamo che sarebbe necessario per lei e per una parte del suo entourage un ripasso sulle norme del comportamento civile, affinché foste meno arroganti, meno prepotenti e più educati”.