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Agri marmiferi, opposizione all’attacco: «Tre anni di dilettantismo non sono più ammissibili»

MASSA – «Il segno distintivo di questa amministrazione ormai è evidente ed è individuabile in un’incredibile approssimazione. Gli ultimi atti ne sono una conferma, anche se rappresentano solo una parte di una sequenza molto lunga». Così i consiglieri Alessandro Volpi, Gabriele Carioli, Stefano Alberti, Giovanni Giusti, Luana Mencarelli, Paolo Menchini, Ulian Berti, Dina Dell’Ertole, Agostino Incoronato ed Elena Mosti descrivono l’amministrazione comunale massese.

«Il Regolamento degli agri marmiferi è stato dichiarato illegittimo dalla Regione Toscana in più parti, con conseguenze tutt’altro che banali in termini di certezza del diritto – sottolineano – La variante urbanistica che doveva servire ad adeguare le carte del rischio idrogeologico alle nuove norme regionali è stata adottata in modo scorretto, tanto che, di nuovo, gli uffici della Regione sono intervenuti, costringendo il Comune di Massa a riadottarla del tutto, bloccando il procedimento. Il paradosso è che la stessa amministrazione massese l’ha riportata in Consiglio Comunale con una procedura quantomeno anomala, rischiando ancora l’irregolarità. L’effetto di tutta questa approssimazione amministrativa finisce per produrre ritardi e, come accennato, incertezze che nuocciono all’economia, già fragile, del nostro territorio».

«C’è poi la vicenda tragicomica della ricognizione degli agrimarmiferi – aggiungono i consiglieri – già ritirata all’ultimo tuffo, in consiglio, dopo che la maggioranza della commissione ambiente si era espressa favorevolmente, motivando tale gesto per la presenza di ‘refusi’. In realtà ora l’atto torna in consiglio totalmente stravolto nella forma e nella sostanza, in difformità rispetto ad altri documenti ufficiali del Comune (non escludiamo per la prossima ricognizione il far ricorso al Codice da Vinci). Dopo tre anni – concludono – tutto questo dilettantismo non è più ammissibile».