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Barotti (Arcipelago Massa) replica a Confindustria: «Fermiamo il declino della città»

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MASSA – Il consigliere civico Andrea Barotti torna sulla programmazione per la rinascita. «Ho letto, con interesse, l’intervento del presidente dell’associazione Industriali ed ho apprezzato l’invito, rivolto alle istituzioni locali, ad ascoltare il territorio per elaborare un piano di rinascita, per cogliere le opportunità che i finanziamenti europei potranno offrire».

Il civico formula alcune osservazioni: «La disponibilità del sindaco di Massa è una nota positiva ma c’è un aspetto che non può essere taciuto, che impone una riflessione sulla capacità dei corpi intermedi e delle istituzioni locali di leggere la realtà ed anticiparne gli sviluppi; mi riferisco al tempo che è stato perso. Ben cinque mesi fa, traendo spunto dall’iniziativa del sindaco Nardella, avevo invitato il sindaco Persiani a creare uno spazio di incontro con la città per tentare di fermare il declino, per mettere in campo misure per la ripresa; un percorso partecipato i cui risultati ritenevo potessero confluire in un ambito di confronto sovralocale per pianificare, con tempestività, partendo dal basso, un programma di aiuto e stimolo all’economia toscana. La mia iniziativa, non avevo inventato nulla di originale, è rimasta, per mesi, lettera morta; credo che questo faccia capire quanto vengano ascoltate le proposte dell’opposizione».

Per Barotti siamo in ritardo: «È stato sprecato tempo prezioso e così, mentre altri Comuni hanno già predisposto o stanno definendo progetti di rilancio, la classe dirigente Apuana si apre all’idea di organizzare un tavolo con le anime economiche, sociali, culturali, politiche del territorio.  Brutalmente, la corsa per accaparrarsi le risorse europee è partita e noi, purtroppo, siamo ancora negli spogliatoi a provare le scarpe». Il consigliere di Arcipelago Massa rileva debolezze ancora presenti: «A questa situazione, già allarmante, si deve aggiungere la straordinaria capacità degli amministratori a distinguersi su questioni fondamentali per lo sviluppo basti pensare al dibattito riguardante l’ampliamento del porto; un qualsiasi imprenditore avrebbe difficoltà ad investire a fronte di una politica incapace di assumersi delle responsabilità, di indicare, con chiarezza, una direzione. Mi chiedo quale utilità potrà avere, a questo punto, uno spazio di incontro con le imprese della nautica, della meccanica, del lapideo quando delle amministrazioni sembrano, ad esempio, sorde al fatto che uno scalo più grande risponderebbe anche alle esigenze, per quanto riferito dal sindaco De Pasquale, di crescita del Pignone? Ricordo, per gli smemorati – sottolinea Barotti – che Piombino era pronta ad accogliere i grandi moduli di Beker Hughes e che degli investimenti, sia da parte della multinazionale che di Istituzioni pubbliche (Regione etc), erano stati previsti. Le riunioni hanno un senso se producono risultati concreti, se si affrontano le questioni decisive per dare lavoro a chi lo sta cercando e a chi, purtroppo, lo perderà».

Il civico Barotti invita a considerare il settore manifatturiero: «Ed ancora, mi domando, come mai il sindaco di Massa, il rappresentante del Comune di Montignoso affrontino il tema dell’erosione, del porto con l’associazione balneari e non incontrino anche tutte quelle realtà artigiane, industriali che sono presenti nella zona produttiva Apuana grazie allo scalo commerciale? Esistono due pesi e due misure?».
Per Barotti bisogna disincentivare le rendite: «Ed ancora, la politica se ritiene di privilegiare qualcuno allora deve puntare su chi produce ricchezza, scoraggiare la rendita di posizione e favorire gli investimenti che generano innovazione, occupazione; su questo aspetto credo sia necessaria una riflessione sulla destinazione delle aree produttive, per essere chiaro: ipotizzare un
centro commerciale in siti della zona industriale/artigianale, esempio ex Olivetti, risponde all’indicazione di puntare sulla manifattura di alta qualità? Dobbiamo ripetere l’esperienza del Cinema multisala? Dei centri direzionali? Credo che sia compito della politica ascoltare, come spero accada, ma anche trovare un punto di equilibrio».

L’intervento termina con una nota ironica e con un auspicio: «In conclusione, spero che il terreno perduto sia recuperabile poiché non vorrei assistere al solito piagnisteo di chi cerca di attribuire ad altri le proprie responsabilità; mi auguro che Persiani pratichi, verso le associazioni di categoria, quell’ascolto attivo che, tempo fa, ha così ben definito e che sia sensibile anche alle ragioni di quanti sfidano, con l’inventiva e la ricerca sui prodotti, i mercati».

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