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Trasformazione Gaia, Menchini (M5S): «Proliferazione di alternative funzionale a lasciar tutto così com’è»

MASSA – “Dopo aver letto le dichiarazioni su Gaia, esternate da alcuni Comuni, in particolare Massa, mi viene in mente il detto: Cambiare tutto per non cambiare niente“. Non usa troppi giri di parole il consigliere pentastellato Paolo Menchini per definire lo stallo che si è creato intorno alla trasformazione della società che gestisce il servizio idrico integrato. “Al netto delle promesse di Persiani e gli slogan dei partiti che lo sostengono (come non ricordare la proposta di “Referendum per uscire da Gaia”) rimane agli atti del comune di Massa una delibera di ottobre 2018, approvata dal Consiglio comunale, per andare verso la trasformazione di Gaia Spa in azienda di diritto pubblico.

“Se fino a ieri l’alternativa alla Società per Azioni veniva rappresentata esclusivamente dall’azienda speciale consortile – prosegue Menchini – e in questa direzione, diversi comuni come Carrara, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Massarosa, oltre a qualche piccolo comune della Lunigiana e della Garfagnana, avevano approvato mozioni o ordini del giorno, oggi ci ritroviamo a discutere un ventaglio di “proposte”. Gaia, con due corposi dossier, ha prima approfondito la possibilità di trasformare l’Azienda in una società Benefit; al di là che per trovare una società simile bisogna andare fino in Galles, ma l’assurdo è che si continua a mantenere lo scopo di lucro, quindi viene meno uno dei motivi principali della trasformazione. Massa ha quindi rilanciato con un’improbabile Società consortile a responsabilità limitata, giustificando il cambio di rotta, come “scudo” per non dover ripianare eventuali buchi di Gaia con le casse comunali. Al di là che in un regime di monopolio naturale, con il metodo tariffario che garantisce la piena copertura di tutti i costi (il “famoso” full cost recovery) fare “buchi” è una cosa ai limiti dell’impossibile, ritengo altresì che l’assenza di responsabilità, da parte dei comuni soci, sia addirittura dannosa.”

Conclude il consigliere: “Il problema ora è che per una trasformazione totale di Gaia servirebbe una maggioranza larghissima, perfino più ampia del 75% minimo richiesto dalla legge, e a me sembra palese che tutta questa proliferazione di “alternative” sia funzionale a lasciare tutto così com’è e poter quindi scaricare su altri la colpa delle mancate promesse elettorali; sono certo però che i massesi non se le scorderanno”.