Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Ripascimento, il Mgs si oppone alla proposta di Baccioli: «Meglio la sabbia del Magra da recuperare»

MASSA – Stanno facendo discutere le parole dell’ingegner Baccioli, nella nota della società Marble Way, in merito al ripascimento della costa. Sull’argomento interviene anche il movimento giovanile della sinistra di Massa-Carrara, con le parole del segretario Andrea Sirgiovanni: «La nota di Marble Way, con l’Ing. Baccioli, è comprensibile dal punto di vista di una società che lavora nel settore del recupero degli inerti delle Apuane; il marmo è un materiale prezioso che dovrebbe essere valorizzato al meglio e destinato, nel caso del pietrisco, ad usi più consoni rispetto al ghiaino da ripascimento. Le voci di dissenso rispetto all’idea del prof Pranzini ed ora dell’Ing Baccioli sono state molteplici e ben motivate; ricordiamo i balneari, l’Amministrazione di Forte dei Marmi, il Consigliere Barotti. La chimica e la fisica dicono che le onde sgretolano il marmo e l’acqua di mare scioglie il carbonato. I nostri fiumi ci dicono che la marmettola non fa bene alla salubrità delle acque, alla flora ed alla fauna; non crediamo servano ulteriori studi per accertare quanto abbiamo visto o possiamo osservare. In Sardegna un ripascimento con materiali non autoctoni di quella spiaggia ha avuto esiti tutt’altro che esaltanti»

«Crediamo che l’Ing. Baccioli potrebbe, – replica Sirgiovanni – anziché immaginare le spiagge Michelangelo o un lido “americano” anche se non abbiamo notizia di marmo delle Apuane su quegli arenili, proporre un piano regionale per favorire l’uso degli inerti delle cave evitando, così, che si crei un surplus e soprattutto l’apertura di nuovi siti estrattivi con quella finalità. L’Ing. Baccioli scrive di sabbie del Po quando tutti si sono dichiarati favorevoli al recupero, sostenibile, della sabbia del Magra che il Porto di Marina di Carrara “cattura”; sabbia del Magra che sicuramente è ben altra cosa rispetto al ghiaino artificiale di marmo. L’Europa e l’Italia si muovono nel segno della sostenibilità ambientale dei porti quindi seguiamo quell’indirizzo e usiamo le risorse che arriveranno. La compatibilità del piano “porto banca di sabbia” ci sembra vincente sia sull’uso di sabbia non autoctona ma anche del ghiaino di cava; basti pensare che nel primo caso una nave draga aspira la sabbia, la depura, e sempre dal mare la rilascia sulla spiaggia mentre per le sabbie del Po queste debbono essere depurate e trasportate con camion, per il pietrisco di cava è necessario vagliare il materiale, lavarlo, macinarlo, lavarlo ed infine trasportarlo con camion sul lido”. Il Movimento con Sirgiovanni replica anche alla proposta sul recupero delle colonie: “L’Ing Baccioli dichiara che le ex Colonie, una volta ripristinata la spiaggia con il materiale residuo della lavorazione di cava, potrebbero diventare degli alberghi di lusso quando, per quanto pensiamo, dovrebbero avere una ben diversa destinazione (sedi distaccate dell’Ateneo Pisano; abbiamo, con altre forze politiche, scritto al Presidente Giani ed al Rettore di Unipi)»

«Il futuro è investire in formazione e ricerca come ben sa, – osserva Sirgiovanni – immaginiamo, anche l’Ing Baccioli visto che Marble way, tempo fa, è stata premiata, dalla Regione, per l’innovazione. Nuovi Cantieri Apuani apriranno corsi di specializzazione per la nautica, la Presidente Franchi della Fondazione Marmo ha dato vita ad una collaborazione con il politecnico di Torino per portare, a Carrara, corsi attinenti al lapideo ed allora anziché ipotizzare degli alberghi, con operazioni che certamente produrranno un ritorno per gli investitori privati e forse per le altre attività, non impegnarci tutti insieme per un polo formativo a servizio della metalmeccanica, della nautica, del lapideo? Concentriamoci sulla produzione poiché i servizi vivono sulla ricchezza che l’industria, l’artigianato producono»

«In conclusione, ci uniamo a quegli esponenti politici, associazioni di categoria che si sono schierati contro l’idea delle “spiagge Michelangelo’; preferiamo la sabbia del Magra da recuperare dal porto»