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Porto ed erosione, Benedetti: «Ecco tutti i soldi spesi dal Comune di Massa. Dovrebbe pagare Carrara» foto

Il vicecoordinatore di Forza Italia e presidente del Consiglio comunale: «Non possiamo fidarci delle rassicurazioni che ci pervengono dalla pubblica amministrazione, ma dobbiamo verificare attentamente l’attuale progetto e quindi agire di conseguenza»

MASSA-CARRARA – «Non trovo nulla di illegittimo nell’ intervento sull’erosione dell’ingegner Giuseppe Baccioli, presidente della Società Carrara Marble Way, poiché è a capo di una società che deposita e vende polvere di marmo e quindi è comprensibile il suo interessamento con la proposta di ripascere la costa. Però, quello che non è accettabile, è il fatto che l’ingegner Baccioli ha ricoperto per diversi anni la carica di presidente degli industriali, che sono coloro che hanno voluto l’ampliamento del porto di Marina di Carrara e ora sotto un’altra veste, ma sempre con una società gestita dagli stessi industriali, vorrebbe convincerci a comprare gli scarti del marmo». Torna sull’argomento porto ed erosione il presidente del Consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, che interviene in qualità di vicecoordinatore provinciale di Forza Italia.

«Infatti – spiega Benedetti – nel 2001 il Consiglio comunale di Carrara approvò il Piano Regolatore generale del Porto di Marina di Carrara, sostenendo che le nuove opere non avrebbero influenzato i fenomeni erosivi sulla costa, anzi, la previsione dell’amministrazione comunale era l’aumentato dell’apporto di sedimenti. Al contrario tutti gli studi preliminari all’impostazione del Piano dimostravano che il processo di erosione che aveva distrutto il naturale equilibrio del litorale apuo-versiliese, era stato provocato dalla struttura portuale e dalla sua gestione. Si è tentato all’epoca, di fare passare per positivo un progetto di ampliamento del porto che è stato e sarà la causa della totale cancellazione di tutte le iniziative turistiche della nostra zona. Per questo precedente, non possiamo fidarci delle rassicurazioni che ci pervengono dal settore interessato e competente e quindi dalla pubblica amministrazione, ma dobbiamo verificare attentamente l’attuale progetto e quindi agire di conseguenza».

«Per quanto riguarda l’erosione della costa, sarà necessario progettare e realizzare interventi strutturali, anziché continuare a effettuare inutili e dispendiosi ripascimenti, ma, soprattutto, non è pensabile che la soluzione sia quella di spalmare sulla costa polvere di marmo e nel merito, sarebbe necessario rispondere all’ingegner Baccioli con un secco “No grazie” e attivarci per respingere la volontà da parte di qualcuno a fare business sulle nostre spalle. Per capire bene quali sono i costi sostenuti fino ad oggi per i ripascimenti, fornisco dei dati precisi e attendibili che non sono mai stati pubblicati fino ad ora: 10 miliardi e 850 milioni di lire è la cifra che il Comune di Massa ha investito dal 1998 al 2001 per difendere il litorale. A questa somma bisogna aggiungere, un 1,3 miliardi spesi tra il 1995 e il 1998, più 3 miliardi richiesti e ottenuti dalla Regione Toscana, per finanziare uno studio sull’erosione e gli interventi sperimentali di protezione delle spiagge. Come sono stati stanziati questi soldi? Nel 1995 sono stati necessari 175 milioni per il rinascimento e riparare i danni provocati dalla mareggiata del 14 maggio tra la foce del Magliano e il Pupa. Nel 1996 la manutenzione dei pennelli e delle dighe soffolte è costata 227 milioni. Nel 1997 altri 770 milioni per il rifacimento dei pennelli a ovest del Magliano. Nel 1998 300 milioni per il rinascimento. Nel 1999 sono stati investiti 3 miliardi e 108 milioni, per gli interventi sperimentali di protezione delle spiagge. La mareggiata del 28 settembre 1999 ha costretto il Comune ad impegnare un’altra cifra enorme: 3 miliardi e 90 milioni. Soldi serviti per i lavori di somma urgenza per riparare i pennelli frangiflutti, sistemare la sabbia mangiata, riparare i danni alle scogliere ed effettuare il rinascimento. Nel 2001 la somma spesa è salita a 4 miliardi e 646 milioni. 1 miliardi e 810 milioni per riparare i danni della mareggiata del dicembre 1999 a Ronchi, oltre 200 milioni per la manutenzione delle spiagge, 100 milioni per il dragaggio alle foci del Brugiano e Magliano, 1 miliardi 536 milioni, per il completamento degli esperimenti».

«Nonostante questi interventi – evidenzia Benedetti – la situazione non è migliorata e continua a preoccupare, ma non possiamo certo continuare a dilapidare i soldi dei cittadini con gli interventi anti erosione, senza peraltro vedere risultati positivi. In tal caso, considerato che la responsabilità ricade in toto, su Carrara, lo stesso Comune dovrebbe farsi carico di pagare tutti gli interventi di ripascimento per la costa apuo-versiliese, ma non utilizzando il materiale pubblicizzato dall’ingegner Baccioli, ma utilizzando le sabbie del Delta del Po, che sotto ogni punto di vista sono compatibili con le nostre. Per quanto riguarda, invece, il progetto di ampliamento, credo che sia necessario approfondire la questione, interessando il Comune di Massa e la Regione».