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Rifondazione contro Draghi: «Abbiamo già vissuto un governo tecnico, saranno i precari a pagare per questa crisi»

La mobilitazione di Prc in piazza Aranci e le parole di Nicola Cavazzuti: «Con lui altre privatizzazioni, preoccupati per le risorse del recovery fund»

MASSA – Rifondazione Comunista ha avviato una mobilitazione nazionale per manifestare il proprip dissenso nei confronti del premier incaricato Mario Draghi e della decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di affidargli le chiavi di un possibile nuovo governo. Piazza Aranci, a Massa, è stato il centro della protesta nella nostra provincia e teatro della conferenza di alcuni esponenti di Rifondazione.

«Abbiamo già vissuto l’esperienza del governo Monti, – ha spiegato Nicola Cavazzuti di Rifondazione Comunista – incaricato a risolvere i problemi del nostro paese con un governo che poi è stato più politico che tecnico e che ha portato grossi danni. Draghi è una figura di spessore, sicuramente più adatto di Monti, con esperienza nella finanza globalizzata e membro della borghesia finanziaria».

Sostanzialmente, sono due le preoccupazioni portate in piazza da Rifondazione: «Ci saranno da gestire i 209 miliardi circa del Recovery fund. – ha detto Cavazzuti – Ci sono aziende che non sono state aiutate e di conseguenza disoccupazione. Ci auspicheremmo un maggiore investimento pubblico, soprattutto sui trasporti, fondamentali in questo periodo di pandemia, ma anche in tutti gli altri settori come la scuola o la sanità, le cui falle sono venute a galla e sono figlie delle privatizzazioni precedenti. Privatizzazioni che comunque continueranno ad arrivare anche con Draghi, in piena linea con il neoliberalismo. Non dimentichiamoci le lettere con cui lo stesso Draghi giostrava il governo Berlusconi nel 2011.».

«Siamo preoccupati anche per la Costituzione della nostra repubblica che è parlamentare. – ha concluso Cavazzuti – L’Unione Europea spinge per una serie di riforme, fra cui quella elettorale, e il nostro timore è che l’Italia diventi una repubblica presidenziale. Ma soprattutto siamo preoccupati per tutte quelle persone che hanno dovuto pagare le precedenti crisi e che dovranno pagare anche questa. Noi staremo sempre dalla parte dei disoccupati, dei precari, dei piccoli commercianti che usciranno distrutti da questa fase. A loro toccherà pagare quello che sta succedendo, mentre ancora una volta la borghesia finanziaria uscirà arricchita».