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Bocciata la mozione di sfiducia a Benedetti, il sindaco Persiani: «Atto sbagliato, minoranza sia democratica»

La discussione in Consiglio comunale. Il presidente: «Attacco al cuore dell'amministrazione, ma l'opposizione fa un passo indietro. Non si è spaccato niente». La minoranza: «Atteggiamento diffamatorio e di parte, la maggioranza dimostra di stare sulla stessa linea»

MASSA – Più di tre ore di discussione che hanno infuocato l’ultima parte del Consiglio comunale di Massa, tenutosi ieri sera, lunedì 1° febbraio. Toni accesi nel botta e risposta tra minoranza e maggioranza per discutere la proposta deliberativa di revoca di Stefano Benedetti come presidente del Consiglio comunale, bocciata. Una mozione di sfiducia presentata nelle settimane passate da 10 consiglieri di opposizione (Gabriele Carioli, Alessandro Volpi, Stefano Alberti, Giovanni Giusti, Agostino Incoronato, Dina Dell’Ertole, Paolo Menchini, Luana Mencarelli, Elena Mosti e Uilian Berti) e Roberta Dei, esponente di Forza Italia e presidente del gruppo misto di maggioranza, che negli ultimi tempi si è più volte scontrata con Benedetti, il quale la accusava di lavorare per la sinistra.

Prevedibilmente ricca di polemiche, la mozione, relazionata da Gabriele Carioli, ha creato diverbi prima ancora di essere presentata. La modalità di votazione di tale mozione, infatti, secondo Agostino Incoronato (Uniti per la città) avrebbe dovuto prevedere un voto segreto, mentre la decisione ha stabilito il contrario.

Lasciati alle spalle, non senza rancori, i problemi procedurali, il primo a prendere parola è stato Uilian Berti, consigliere di minoranza, che ha così spiegato i motivi della sfiducia: «La situazione è diventata insostenibile. Il comportamento di Benedetti è poco istituzionale e volto a danneggiare i consiglieri comunali, in particolare quelli di minoranza, con atteggiamenti anche pubblici. A me personalmente ha fatto molta rabbia l’uscita sui dipendenti pubblici che ha creato la relazione tra la minoranza e una forma di clientelismo. Non mi aspetto il politicamente corretto, ma pretendo correttezza istituzionale.»

«Ci sono le registrazioni a cui fare riferimento per notare la mancanza di imparzialità. – aggiunge Luana Mencarelli, consigliera del Movimento 5 Stelle e firmataria della mozione – La maggioranza ha il diritto di amministrare, noi non vogliamo sostituirci ad essa. Ma la tutela alla minoranza deve essere data dal presidente del consiglio. Molto spesso Benedetti tiene un atteggiamento diffamatorio sui social. Questa mozione ci servirà per dimostrare che la maggioranza è sulla stessa linea».

A prendere le difese di Benedetti sono intervenuti quasi tutti i consiglieri di maggioranza, vantando compattezza e voglia di lavorare per i cittadini, accusando la minoranza di immobilismo. Tra questi Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale, che ha dichiarato: «Nella maggioranza non ci sono traditori e infami. Anche a scrutinio segreto non ci sarebbe stato voto diverso. Questa è una mozione inconsistente. Non ci sono le prove per presentare questa mozione». «La minoranza sta dimostrando alla cittadinanza che continua a fare niente. – ha aggiunto Filippo Frugoli, consigliere della Lega – Politicamente la minoranza non vale niente. Probabilmente al loro elettorato sta bene così, sono contento di non avere alle spalle un elettorato come il loro».

Tra i temi portati avanti dalla minoranza anche le indagini che riguardano Benedetti stesso sul caso Serinper. I consiglieri d’opposizione hanno contestato il mancato avviso del Consiglio comunale di tali indagini e chiedevano, per il coinvolgimento, le dimissioni dal ruolo di presidente dell’esponente di Forza Italia. Richiesta più volte attaccata dalla maggioranza, durante gli interventi dei consiglieri, e tacciata di giustizialismo inutile.

Al termine della discussione è intervenuto anche Stefano Benedetti, che aveva lasciato condurre la seduta consiliare alla vice presidente Laura Bongiorni. Un lungo intervento durante il quale Benedetti ha parlato anche di denunce nei confronti di esponenti della minoranza: «Non volevo intervenire, ma ci tengo a fare delle precisazioni. – ha dichiarato Stefano Benedetti ringraziando i consiglieri che hanno preso le sue difese e chiedendo le dimissioni dal ruolo di vice presidente del consiglio comunale di Luana Mencarelli – Questo è un attacco politico al cuore dell’amministrazione, ma non si è spaccato niente. La minoranza oggi ha fatto un passo indietro, mentre la maggioranza ha difeso la cittadinanza e il consiglio comunale più che Stefano Benedetti. Ho compiuto qualche errore in questi due anni e mezzo, ma chi non lo fa? Però deve essermi riconosciuto che anche io ho ricevuto minacce e offese sui social. Sono certo di coprire questo ruolo con coerenza, trasparenza e di essere super partes. Sono stufo di ricevere offese, ho dovuto presentare una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale per delle dichiarazioni di alcuni esponenti della minoranza. Dichiarazioni che anche stasera sono state gravissime e che sottoporrò ai miei legali».

«Questo atto è sbagliato. – ha aggiunto il sindaco Francesco Persiani – Non avrebbe passato un vaglio di ammissibilità. La minoranza non accetta di essere tale, non ha la dignità per farlo. Devono smettere di darci dei fascisti e dei razzisti. L’opposizione è legittimata ad essere tale, adesso deve legittimare noi come maggioranza eletta liberamente dal popolo. Deve dimostrare di essere veramente democratica».