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Regolamento referendum, a Massa è scontro in Consiglio comunale. E l’opposizione oscura gli schermi

La protesta della minoranza: «Delibera mai arrivata a noi». Andrea Cella (Lega) commenta: «Atti depositati correttamente a dicembre»

MASSA – Scontro aperto tra maggioranza e opposizione durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Massa. Al centro delle polemiche, una questione procedurale legata all’approvazione degli emendamenti al regolamento per i referendum del Comune. Secondo i consiglieri di minoranza, il voto avrebbe dovuto essere rimandato al prossima seduta consiliare. I motivi? L’ex presidente della commissione Affari istituzionali, da poco dimesso dimesso da tale carica, Agostino Incoronato, consigliere di minoranza, ha sollevato la questione sottolineando come la commissione abbia approvato la mozione ma non la delibera di voto per farla arrivare in Consiglio comunale. Osservazione a cui sono seguite le lamentele degli altri consiglieri di minoranza che tra le altre cose denunciavano l’arrivo ritenuto tardivo degli emendamenti, consegnati alle caselle di posta elettronica solo mezz’ora prima dell’inizio della seduta.

Uno scontro in cui i toni si sono da subito accesi, con le rivendicazioni di Gabriele Carioli, capogruppo del Pd, che dopo aver riferito le parole secondo cui, lo stesso Benedetti, alla penultima conferenza dei capogruppo aveva lui stesso ammesso della necessità di rimandare la discussione per correggere i refusi del testo, ha deciso di oscurare le schermo per non partecipare al voto. Protesta a cui si sono uniti tutti gli altri esponenti della minoranza. «Dirigente e segretario hanno fatto una cappellata», ha commentato Carioli. «Non mi trovo nelle condizioni di poter esprimere un giudizio, – ha aggiunto Paolo Menchini del M5S – nessuno vuole fare ostruzionismo. A noi non è arrivata nessuna delibera, vogliamo solo più tempo per leggere e soprattutto capire gli emendamenti».

Alla fine il sindaco Francesco Persiani ha proposto una mezz’ora di pausa per consentire alla minoranza di leggere la delibera mancante prima di riprendere la seduta. Proposta accolta dopo le parole del vice sindaco Andrea Cella: «Gli atti sono stati depositati correttamente il 31 dicembre 2020. Un consigliere potrebbe tranquillamente chiedere di averlo via posta. Sembra di stare all’asilo, un minimo di dignità».

Sempre Incoronato, all’inizio della seduta, aveva risposto alle frasi di Benedetti sulle sue dimissioni da presidente della commissione Affari istituzionali: «Ringrazio tutti i consiglieri di maggioranza per la pubblicità che mi è stata fatta sui giornali nei giorni scorsi. Le mie dimissioni sono nate dai cambiamenti allo statuto comunale, di cui spero si possa discutere approfonditamente nelle prossime sedute. Vorrei ricordare al presidente Benedetti, che ci da dei fannulloni, che spesso sono i consiglieri di minoranza a portare il numero legale all’interno delle commissioni e che negli anni passati anche lui ne ha fatto parte, insieme al consigliere Amorese che l’ha presieduta per 2 anni. Abbiamo prodotto molti regolamenti».